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Guida all'Emocore

  • Scritto da Marco Tonelli

guida all'emocore Immaginate di essere un adolescente bianco, appartenente perlopiù alla classe media, e soprattutto cresciuto a pane e Hardcore. Le strade sono due: o ti butti nel moshpit più violento delle frange politicizzate o nichiliste, oppure utilizzi la velocità delle chitarre per dare sfogo alle tue emozioni e alla tua sensibilità.

Se la malinconia, il disagio e le brutture della vita quotidiana sono quello che cercate, probabilmente vi sarete affidati ai turbamenti dell'Emocore. Un vero e proprio non movimento capace di svilupparsi negli anni e soprattutto di abbracciare innumerevoli adepti in tutto il mondo. Probabilmente, il segreto sono l'immediatezza e l'estrema comunicatività di un ambito musicale basato principalmente (ma non solo) sulla forza delle chitarre e su un tappeto di melodie e soluzioni sonore che fanno leva sul lato più introspettivo e complesso dell'animo umano.

Nato nel calderone culturale della Washington di metà anni '80, il prefisso “Emo” deve la sua nascita ufficiale ai Rites of Spring di Guy Picciotto che insieme agli Embrace di Ian McKaye sono senza ombra di dubbio tra i “padrini” del genere. Un movimento che prende vita dalle sfuriate dei due fondatori dei Fugazi (senza dimenticare l'apporto cruciale della loro etichetta Dischord) per poi modificarsi nel tempo e arrivare agli anni '90 delle commistioni con il Math ed il Post Rock, fino a contaminarsi con il Punk melodico e il Power Pop.

Detto questo, è un'impresa quasi impossibile catalogare una marea di band e artisti che negli ultimi vent'anni sono stati influenzati da un approccio stilistico tra i più pervasivi di sempre. Il nostro intento è quello di fornirvi le prime (e fondamentali) coordinate, senza dimenticare cinque realtà musicali che negli ultimi anni hanno saputo rielaborare al meglio il verbo delle lacrime e delle urla sotto al palco. Buon approfondimento!

I FONDAMENTALI:

Rites of Spring
Un album consigliato: “Rites of Spring” (1985)

Dag Nasty
Un album consigliato: “Can i Say” (1986)

Embrace
Un album consigliato: “Embrace” (1987)

Shudder to Think
Un album consigliato: “Curses, Spells, Voodoo, Moses” (1989)

Jawbox
Un album consigliato: “Grippe” (1991)

Jawbreaker
Un album consigliato: “Bivouac” (1992)

Sunny Day Real Estate
Un album consigliato: “Diary” (1994)

Cap'n Jazz
Un album consigliato: “Shmap'n Shmazz” (1995)

Texas is the Reason
Un album consigliato: “Do You Know Who you Are “ (1996)

The Promise Ring
Un album consigliato: “Nothing feels good” (1997)

Braid
Un album consigliato: “Frame and Canvas” (1998)

The Get Up Kids
Un album consigliato: “Something to write home about” (1999) 

American Football
Un album consigliato: “American Football” (1999)

Jimmy Eat World
Un album consigliato: “Bleed American” (2001)

The Appleseed Cast
Un album consigliato: “Mare Vitalis” (2004)


La scena attuale. Cinque band da seguire:

Crash of Rhinos
Un album consigliato: “Knots” (2013)

The World is A Beautiful Place and i am no longer afraid to die
Un album consigliato: “Whenever, If Ever” (2013) - purtroppo non disponibile in Italia su Spotify
Brano consigliati: “Beverly Wyatt”

Touché Amoré
Un album consigliato: “Is Survived By” (2013)

Everyone Everywhere
Un album consigliato: “Everyone Everywhere” (2012)

Balance and Composure
Un album consigliato: “The Thing We Think We're Missing” (2013)