D’ora in avanti i filtri usateli solo per fare il caffè. Scordatevi per sempre narratore, narratario e famiglia, perché Clementi li ha uccisi tutti, e a colpi d’ascia.
Un ultimo Dio, Emidio, che manovra gli eventi della propria vita come burattini guasti, che ricostruisce i pezzi di un mondo frantumato e intricato, e strizza l’occhio a quel primo Dio di Emanuel Carnevali.
Tramite la scrittura, Emidio si confessa, mette in ordine le stanze del proprio cervello, ritrova le origini di gesti e ombre che del suo presente sono il passato. Fatti lontani nel tempo, assumono la loro giusta posizione e si ripercuotono su fatti di questo tempo, come pedine di un domino infinito. Dall’infanzia trascorsa tra Ascoli e San Benedetto, alle fughe londinesi, passando per i ghiacciai islandesi, Emidio approda a un garage bolognese dove finalmente riesce a dare voce alle infinite bocche dentro di sé: nascono i Massimo Volume.
Il tutto raccontato con parole ruvide nella loro verità, nella loro umile sincerità. Parole oneste, poco pretenziose, mai eccessive. Tanti capitoli separati tra loro come una lunga “catena di anelli” incastrati tra loro, a fine lettura, si saldano l’uno con l’altro e formano un’unica grande corrente che viaggia nella stessa direzione, quella delle storie che non hanno mai una fine: “Tutt’al più c’è una porta che si chiude o qualcuno che dice una stronzata”.
Fatti di vita quotidiana, di una provincia come tante, trovano lo spazio di un dolore che è solitudine e confusione. Incertezza dell’oggi, precarietà del domani. La morte arriva subdola, silenziosa, nelle vesti di un tumore che non avverte, e spezza una famiglia già segnata dalla cattiva sorte. Carte giocate male o destino avverso, poco importa, Emidio si ribella a entrambi, non ci sta a farsi ridurre la carne a brandelli. E lo fa, percorrendo una strada diversa da quella battuta. La stessa strada percorsa tempo prima da Carnevali. L’ultimo Dio e il Primo Dio si tengono finalmente per mano.
Un libro vero, amaro e sincero. Di romanzato non ha niente ma di sostanza ne ha da vendere. Di questi tempi, una rarità.
Voto: 8
Info libro:
Fai Editore 2004, 188 pagine






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