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La ballata di Iza (Magda Szabó)

  • Scritto da Giulia

Intenso. Commovente. Straziante.

“La ballata di Iza” è un libro da leggere e la Szabó è un’autrice assolutamente da conoscere.

Dopo “La porta”, la scrittrice ungherese ci riprova con un romanzo pressoché minimalista, ma allo stesso tempo estremamente complesso. Pochi personaggi, ma tratteggiati con una tale accuratezza e precisione da risultare quasi reali. Una delle più grandi qualità della Szabó è proprio infatti quella di riuscire ad addentrarsi in profondità nell’animo di ciascuno di essi, quasi a leggerne i pensieri e le emozioni che li coinvolgono e li sconvolgono nel corso della loro esistenza. Una prerogativa questa, che può sembrare scontata, quasi banale, ma che invece è fondamentale e distingue un buon narratore, da un grande scrittore.

Siamo in Ungheria, nei primi anni Sessanta. Vince, un vecchio magistrato in pensione, muore di cancro dopo una lunga malattia. Lascia una moglie, Etelka (la vecchia) e una figlia Iza, ormai affermato medico di città. La ragazza decide subito di allontanare la madre dai propri ricordi per risparmiarle il dolore della grave perdita, assicurandole così un nuovo futuro in una nuova città, Budapest, insieme a lei. Il premuroso gesto, volto a proteggere la madre, è in realtà uno dei tanti modi che Iza ha per tenere sotto controllo la propria vita e non lasciare che nessun imprevisto possa turbare la sua rigorosa condotta.

Alla madre viene vietato di piangere la morte del marito, di assistere alla sua sepoltura, di vivere dei ricordi del proprio passato. In un opprimente susseguirsi di regole ed imposizioni, la vecchia si annulla per il volere della figlia fino a non ritrovare più se stessa e a perdersi nei meandri del proprio subconscio.

Brutale, quasi insopportabile. La Szabó riesce, attraverso le pagine di questo racconto, a farti sentire davvero impotente, incapace di agire. L’incomprensione fra le due donne è tale da risultare addirittura fastidiosa. Nonostante ciascuna di esse cerchi di fare il meglio per l’altra, non esiste un punto di incontro. Passato e presente non riescono a convivere insieme e anzi, a ogni tentativo di avvicinamento, ne consegue solamente un ulteriore passo indietro.

Romanzo tragico, ma costruttivo.

“Purtroppo i ricordi non si possono trasmettere in eredità a nessuno”
VOTO: 9

Info libro:
Scritto da Magda Szabó, Tradotto da Bruno Ventavoli, Edito da Einaudi, 2006, 304 pagine