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La nostalgia felice (Amélie Nothomb)

  • Scritto da Giulia Zanfi

La Nothomb non delude nemmeno questa volta.


Tante aspettative, forse un attimo di indecisione dopo i primi capitoli letti, ma poi eccola lì, la Nothomb di sempre, che riemerge dalle pagine, facendoci nuovamente respirare una boccata d’aria fresca.

Leggere questo libro vi farà sentire come «un’aspirina che si scioglie dentro Tokyo». Dopo 16 anni, Amélie Nothomb torna a visitare il suo paese d’origine, il Giappone, in un viaggio a ritroso nel tempo, documentato in un cortometraggio di Laurine Amanieux e Luca Chiari, intitolato “Une vie entre deux eaux”

Cosa succede? La Nothomb, accompagnata dalla sua troupe televisiva, si appresta a ripercorrere i luoghi della sua infanzia già descritti nei suoi precedenti romanzi: in “Metafisica dei tubi”, “Stupore e tremori” e “Né di Eva né di Adamo”. Il paese del Sol Levante ha indubbiamente segnato l’esistenza e la personalità della scrittrice belga, che torna sui suoi passi per fare pace con se stessa, ma anche per rincontrare due persone a lei molto care, la sua tata Nishio-san (per lei come una madre) e l’ex fidanzato Rinri.

Con questo libro, la Nothomb continua a raccontare di sé. Ciascuno dei suoi romanzi parla infatti di lei e qualsiasi informazione cerchiate a riguardo, si trova proprio lì, esattamente nelle pagine da lei scritte. La scrittura è per Amélie come l’acqua per un pesce. Una necessità, un bisogno, ma anche un gesto di purificazione. E forse è proprio così che si deve essere sentita durante questo breve, ma intenso viaggio: purificata. Questa volta la scrittrice svela ai suoi lettori la parte più nostalgica del suo io, ma una nostalgia felice che, in giapponese, è traducibile con il termine “natsukashii”, ossia «l’istante in cui la memoria rievoca un bel ricordo che la riempie di dolcezza».

La Nothomb, come pochi altri, ha la capacità di riuscire a demolire i pregiudizi sul suo conto. Ogni volta che si legge un suo libro, crolla, pezzo dopo pezzo, l’immagine di donna eccentrica, bizzarra e anche un po’ stralunata che la maggior parte delle persone si è fatta guardando il suo aspetto esteriore, un po’ gotico, un po’ antiquato. Ordinaria non lo è di certo, ma nemmeno pazza. Con lucidità ed estrema consapevolezza, l’autrice ci racconta del Giappone e di una cultura orientale talmente a se stante, che è difficile per un occidentale da comprendere e replicare. Le sue difficoltà e gli ostacoli con i quali si è dovuta più volte scontrare nella sua vita hanno origine proprio da questa dualità culturale profondamente distinta. Solo col tempo Amélie è riuscita ad accettare e metabolizzare il suo percorso di vita, così insolito rispetto ad altri, ma per questo proprio così affascinante.

In questo suo ultimo romanzo, “La nostalgia felice”, Amélie Nothomb racconta di Amélie Nothomb, 16 anni dopo.
Un altro capitolo della sua vita.

“Indicibile. Oggi è indicibile”
VOTO: 6 ½

Info libro:
“La nostalgia felice”, Amélie Nothomb
Tradotto da Monica Capuani
Edizioni Voland, 2013
118 pagine / Euro 14,00