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Nostalgia (Eshkol Nevo)

  • Scritto da Giulia Zanfi

Inutile girarci intorno. E altrettanto inutile cercare di essere neutrali ed oggettivi. Quando si legge un libro, l’imparzialità va letteralmente a farsi fottere. Se avete amato come me “La simmetria dei desideri”, non potrete fare altrimenti anche con “Nostalgia”.

Eshkol Nevo torna in libreria con un’edizione ristampata da Neri Pozza di un suo romanzo, precedentemente pubblicato da Mondadori. Certo, non si tratta di una novità, ma di una bellissima conferma. Già, perché l’autore israeliano ha di nuovo qualcosa da dire e anche questo romanzo è un concentrato di sentimenti ed umanità che difficilmente si riesce ad abbandonare, anche quando si chiude il libro.

Alle porte di Gerusalemme, in un piccolo paesino, Noa e Amir, una coppia di giovani studenti (lei aspirante fotografa e lui aspirante psicologo) si trasferisce in una nuova casa, con la promessa che questo sia il punto di partenza per il loro futuro. Accanto alla loro porta, vivono Mosha e Sima, i padroni di casa, genitori di due bambini che cercano, fin da subito, di essere ospitali con loro, senza però diventare troppo invadenti. Solitari e schivi sono invece i genitori di Yotam, un ragazzino che ha appena perso il fratello al militare e che si sente trascurato e messo da parte. Distante, ma non troppo, il muratore Saddiq che tenta di avvicinarsi con cautela, ma allo stesso tempo trepidazione, alla casa e ai segreti che essa nasconde.

Come una matrioska, che bisogna scomporre per giungere al suo “seme”, Eshkol Nevo si addentra sempre più in profondità nell’animo di ciascun inquilino. Abbatte i muri che li separa l’uno dall’altro ed intreccia le loro vite, in una quotidianità che non li allontana, ma li avvicina, fino a farli sentire quasi parte di una stessa famiglia. Il sentimento di nostalgia che aleggia in ogni appartamento si espande anche al di fuori, in un’Israele caotica e disordinata che per quanto appaia (alle volte) insensata, fa sentire tutti un po’ a casa.

«Non esiste inquadratura che abbia una storia soltanto. Cercate sempre, ai margini, altre storie». Ed è così, che i personaggi, per un attimo, sembrano quasi discostarsi dal loro presente, come alla ricerca di qualcosa di nuovo, di un futuro non prevedibile che li possa sorprendere, ma dal quale poi sentono di non appartenere fino in fondo. Alla fine, è come se si accorgessero che ciò che desiderano realmente, non è altro che ciò che già hanno.

Un romanzo denso, ricco di vita, anche laddove c’è la morte.
Ed è proprio in questo in cui è bravo Nevo: raccontare della vita.


“La nostalgia non è una ragione sufficiente per tornare da qualcuno”
VOTO: 8 ½

Info libro:
Scritto da Eshkol Nevo, Tradotto da Elena Loewenthal, Edito da Neri Pozza, 2014, pp. 411

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