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Goodbye Lenin! (W. Becker)

goodbye lenin locandina

Se il sogno è l'idealizzazione della realtà, in “Goodbye Lenin!” la realtà diventa sogno bislacco, manipolato, rattoppato con ricordi, illusioni e disincanto.

La caduta del muro diventa una frattura temporale insanabile, che porterà Alex (Daniel Brühl) a dover fermare il tempo per dare alla madre risvegliata dal coma certezze oramai sbriciolate. Una distruzione avvenuta col passaggio di carroarmato-merci, portatori non di cannonate ma di auto sportive, lattine di coca cola e sogni di opulenza spacciati in cambio di orgoglio e dignità. La sfida di Alex nasce come un gioco disperato per non traumatizzare la mamma - sostenitrice incondizionata del sogno comunista - e finisce per diventare una lotta tra un Davide sognatore, idealmente illuso e moralmente instancabile, e un Golia predone, manipolatore di professione e sancito dalla Storia brutale vincitore.

Ai finti telegiornali prodotti da Alex corrispondono gli spot televisivi sparati dai patinati programmi occidentali; i mobili traballanti e i vestiti consunti vengono sbriciolati dalle granate di benessere esplose sugli inebetiti consumatori orientali; i barattoli di cetrioli Spreewald scovati nella spazzatura poco possono contro impenetrabili trincee fatte di chilometrici scaffali costruiti con milioni di prodotti colorati ma indistinguibili.

Goodbye Lenin! è una commedia amara con la volontà di mostrare la frantumazione di un sogno attraverso gli occhi di una persona ignara e le gesta di eroi sognatori e già sconfitti. Unico limite della pellicola è peccare di una certa presunzione nel liquidare taluni aspetti della storia recente orientale, ma giustificazione su tale aspetto è che il passato per Alex diventa la mitizzazione del ricordo, con lo scopo di definire se stesso e darsi un'identità in un presente estraneo e ostile.

Oltre il dramma e l'amarezza, Goodbye Lenin! può considerarsi una grande fonte di tenere aspettative, in quanto dietro questa cascata di distruzione morale e di desertificazione materiale vi sono frantumi di speranza (la stupenda storia d'amore, la reazione fiera della madre, la forza dell'unione tra i due popoli) che si sparpagliano sullo schermo e rincuorano lo spettatore. E nella Storia, quella fatta dai vincitori, nulla è più importante che la speranza e il ricordo, artefatti o meno essi siano.

Voto: 7,5

Info Film:

regia di Wolfgang Becker Germania 2003 Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Jürgen Vogel Titolo originale durata 118 min  Commedia


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