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Taxidermia (G. Pálfi)

taxidermia locandina

taxidermia locandina
Sconvolgente, aberrante, stomachevole: "Taxidermia" è uno di quei film che vedi attraverso le dita, con mani che coprono occhi e bocca per evitare che lo sbocco dallo stomaco salga fin su le labbra, secche, perché ormai sei rimasto a bocca aperta.


Ed è lì che s’infila l’amo di György Pálfi, 36 anni e psiche contorta…o perlomeno è ciò che se ne trae da "Taxidermia". Un viaggio macabro dai toni paradossalmente grotteschi che attraversa tre generazioni: nonno soldato, padre “sportivo”, figlio imbalsamatore. Cosa può accomunare questi tre soggetti? La devianza (geniale?) dettata dai propri istinti e impulsi corporali. Un novello Cronenberg ci farà attraversare i meandri della psiche del soldato Morosgoványi (Csaba Czene), ossessionato dal sesso e da tutto ciò che lo richiama: un buco nel legno, un maiale squartato (il figlio nascerà con uno strano codino da porco), una candela o un bagno caldo; del campione ungherese di abbuffata veloce Kálmán (Gergely Trócsányi) che fra una vomitata e un’altra si innamora e sposa una campionessa della sua stessa specialità, ma verrà poi abbandonato e lasciato alle cure del figlio (anch’egli come suo padre nato da un tradimento) dato l’accrescimento della sua stazza lardosa, talmente enorme da non consentirgli alcun movimento tranne mangiare; e dell’imbalsamatore, figlio di Kálmán, Lajoska (Marc Bischoff), maltrattato da un padre frustrato dai fallimenti e costretto a curare i gatti di quest’ultimo, ammassi informi di carne cresciuti a margarina.

Un giorno il secco Lajoska avrà una lite col padre, da ciò scaturirà il suo genio, un mix “letale” fra l’arte e il suo lavoro, la scultura definitiva di ciò che rimarrà per sempre, non un semplice e fievole soffio di vento inascoltato, inosservato. Pálfi costruisce ad arte tre storie che puntano tutto sulla potenza delle immagini, come richiami evidenti o spiegazioni intrinseche a parti della narrazione: Lascia senza fiato la lunghissima sequenza dell’ultima imbalsamazione…straordinaria. Un film sconvolgente (che con tutta certezza in Italia non verrà mai distribuito), ma che al tempo stesso fa riflettere e disgustare per le scelte stilistiche e per i temi trattati (l’imbalsamazione di un feto è solo uno degli esempi), che pertanto consiglio vivamente, ma solo a stomaci forti…o vuoti.

Voto: 7

Info Film:

Ungheria, Austria, Francia 2006 regia di György Pálfi con: Csaba Czene, Gergely Trócsányi, Marc Bischoff, István Gyuricza durata: 91’ Drammatico, Grottesco