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The Human Centipede (T. Six)

human centipede locandinaTra le invenzioni più geniali del cinema horror, nessuno avrebbe mai pensato alla realizzazione di qualcosa che assomigliasse a un millepiedi umano.


Ci è riuscito Tom Six, trentacinquenne olandese, pensatore degenerato, che con la sua squadra (la Six Entertainment) dà cuore ad uno degli esperimenti più allucinanti e innovativi degli ultimi anni. Bel colpo per il Ravenna Nightmare, ospitare uno dei probabili futuri maghi del genere che tanto ci appassiona. “The Human Centipede” è il calvario del Dr Heiter, chirurgo in pensione che dopo la morte della sua tripletta di Rottweiller sogna di crearne un altra interamente composta da esseri umani. Due ragazze disperse busseranno alla sua porta (immaginario horror), un urlatore giapponese fungerà da ipotenusa del triangolo. L’esperimento pare clinicamente testato, nella realtà e nella fantasia (“da una ricerca approfondita di Tom Six presso gli ospedali olandesi”). Stando al fascino magnetico della pellicola, la sensazione è quella di addentrarsi nella viscere di una depravazione a tratti oscura, a tratti malefica, di certo senza alcun scampo, per i protagonisti e per lo spettatore. Una scena agghiacciante è quella dove il dottor Heiter, una carriera a separare gemelli siamesi, espone alla tre parti il progetto. Le vittime sono bloccate su dei lettini da ospedale. Il sadico, in camice bianco e con il bagliore dei lucidi in faccia, le scruta con uno sguardo al limite tra il grottesco e la follia mondiale. Un’interpretazione, quella di Dieter Laser, da far accapponare la pelle ai grandi circuiti di Hollywood. La ciliegina sulla torta sono i micidiali dialoghi, capaci di incidere come un bisturi schizzato fuori da un western alla Sergio Leone. Botta e riposta: chirurgo/ millepiedi umano. Il mondo fuori non esiste. L’ambientazione da sala operatoria, l’ironia/ malattia nell’approccio alla creatura, la disperazione e l’eroismo nella recitazione, han fatto sì che Tom Six giungesse a Ravenna per uscirne non solo a testa alta, bensì da vincitore. “The Human Centipede” si aggiudica l’ambitissimo Anello d’Oro come miglior lungometraggio. Se in Italia lo supportano con strategie comunicazionali azzeccate, sono convinto che il millepiedi umano da noi farà sfracelli. A proposito, Tom Six cerca volontari per il secondo capitolo del film. Anno di previsione, 2010.

 

Voto Orasputin: 8

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Con la Merda in bocca, con il Dolore dentro

by Brucewoland

“The Human Centipede” è l’incubo. “The Human Centipede” è lo schizzo acido negli occhi che ti cambia il modo di vedere il mondo. “The Human Centipede” unisce ambizioni incontrollate della scienza, l’onnipotenza di un uomo forte della propria misantropia e il potere che la sottomissione concede sul destino delle persone. Questo film è un’operazione a cui siamo sottoposti senza l’utilizzo di sedativi o anestesia. Novanta minuti sdraiati in una sala operatoria, luci accecanti e destabilizzanti, tavolo freddo e sporco di quei liquidi che i precedenti pazienti hanno versato. Il medico è un vecchio chirurgo tedesco, ha diviso siamesi per tutta la vita e ora vuole unire due ragazze ad un giapponese isterico per dar vita a un millepiedi umano, fissazione di una vita. Il dottore non lo fa per odio verso l’umanità, sentimento che pur anima le sue giornate di pensionato, ma col solo scopo di amare quella creatura, per educarla e farla sua compagna per quelle giornate solitarie. Così egli rapisce, addormenta e tagliuzza. Bocca e ano, sangue e pus, frustate come bastone e carne in scatola come carota. A questo esperimento non possiamo sottrarci, non c’è un attimo che ci fa sperare la salvezza. Anche se vivi, oramai siamo subumani, costretti alla deformità e segnati dall’aver trangugiato merda. Si sbaglia di grosso chi pensa che la corsa per le scale, tutti e tre attaccati per gli intestini e con la pelle che si stacca dalla bocca, ci porterà fuori dalla casa e ci condurrà finalmente alla salvezza. La perfezione dell’odio, la pazzia della scienza, la lucidità della solitudine permette di tessere un disegno universale e potenzialmente perfetto. L’esaltazione per la creazione del mostro è contagiosa, un morbo impazzito che si intacca al cervello. Human centipede è una malattia, un film allucinante e coinvolgente, un virus che ci seduce e che ci fa ammirare (se pur con vergogna) sia il medico tedesco, sia quella creatura infernale e divina.

Voto: 8

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A-TOM-ico!

by MarKeno

Tom Six: segnatevi questo nome. Scrivetelo in agenda, perché sentirete ancora parlare di lui. Cercatelo su Google Immagini se volete incontrare un dandy olandese in giacca e panama impeccabili. Marchiatelo col fuoco sopra la testata del letto, se volete garantirvi una notte di incubi dannati. Tom Six: rivelazione annunciata del festival, vincitore assoluto, regista del film più orribilmente destinato a segnare qualsiasi immaginario anche solo vagamente sano che lo incontri. “The Human Centipede” è terrore, disgusto, sconvolgimento allo stato più grezzo e scomposto. Un graffio nello stomaco che si riempie di bile, mentre non sai decidere se ridere o trattenere conati. Inutile raccontare una trama; inutile soffermarsi su quanto perfetta sia la figura dello scienziato pazzo, mezzo nazista e mezzo Massimo Ranieri; inutile, persino, decantare lodi di una regia eccellente, di scelte narrative perfette, di recitazioni ottimali. Tom Six Basta mezza riga di soggetto: tre individui uniti chirurgicamente a formare un millepiedi umano, orifizio davanti saldato su orifizio di dietro. Una coda, una testa e una parte centrale, alla mercé del creatore folle che ha maturato questa mostruosità. Il resto è accademia pura di un fenomeno, un f-e-n-o-m-e-n-o a cui vengono rivolte domande all’impazzata quando il film finisce, nello sconcerto generale. “Ma come t’è venuta ‘st'idea!?” è la prima. Tom sghignazza, annuisce: gliel’avranno fatta duemila volte quella domanda, e a lui fa ancora ridere. E ridi pure tu mentre il mito dà la risposta, specchiato nel suo film come un padre in un figlio. Poi, con modestia travestita da cialtroneria, Tom nega che “The Human Centipede” possa nascondere messaggi profondi, oltre che deliri mentali. In realtà i risvolti psicologici ci sono, eccome. Dal rapporto morboso che lega creatura a creatore, alle conseguenze della perdita di dignità umana, passando per le riflessioni su di sé e su Dio che una situazione limite necessariamente sviscera. Quindi il regista si lascia sfuggire una battuta, secondo cui la scelta di mettere le due donne in coda non sia dovuta a un’esasperazione di maschilismo, quanto, piuttosto, alla necessità di non avere un petto oscillante ad ogni ripresa frontale del millepiedi. Sarà vero o sarà una sua nuova provocazione? Infine, a chiudere la chiacchierata, qualche anticipazione sul malatissimo sequel già in produzione, nonché pazzeschi aneddoti sul casting, con gli aspiranti attori messi a quattro zampe come cani che si incontrano per la prima volta. Grande, grandissimo Tom. Tom Six: Segnatevi questo nome.

Voto: 8

Info Film:

Netherlands, UK 2009 regia di Tom Six con Dieter Laser, Ashley C. Williams, Akihiro Kitamura durata: 90 min Horror