Quando la famiglia è a pezzi basta essere sinceri e con l’aiuto dell’amore e di dio tutto si risolve. In sostanza questa la lezioncina che Raymond De Felitta impacchetta con “City Island”.
La chiarezza con la quale si capisce fin dall’inizio la morale permette però di evitare fraintendimenti. Il finale del film si deduce infatti già dai primi dieci minuti, permettendo così di godersi una commedia d’intrattenimento che nulla chiede allo spettatore se non di rilassarsi e non pensare alla complessità delle famiglie fuori dallo schermo. Sull’onda di “Little Miss Sunshine”, gioiello indie del 2006, anche in questo film la leva principale sulla quale si muove la narrazione è la varietà dei personaggi e le loro attitudini e manie. Il secondino Vince con le sue aspirazioni recitative (Andy Garcia), la moglie frustrata con manie di persecuzione (Julianna Margulies), la studentessa con obblighi da spogliarellista, il ragazzino acuto voglioso di amori con colesterolo alto.
Tutta la famigliola vivacchia gridandosi contro e nascondendo "segreti e bugie", come raccontava il film di Mike Leight. L’elemento decisivo per smuovere le acque stagnanti e risolvere i conflitti sarà Tony (Steven Strait), ladro d’auto fuori di prigione grazie a Vince, incaricato di costruire un bagno ma che finirà per buttare gaiamente nel cesso il castello di falsità che la famiglia Rizzo aveva costruito negli anni. Oltre questi elementi vi è poco più all’ombra di "City Island", classico paesino della provincia americana tutta dio, barbecue e frustrazioni represse. Sotto il polveroso schema narrativo e dietro i personaggi curiosi e bizzarri non si riesce a proporre variazioni sui ruoli che essi avranno nella storia e poco nulla viene fatto per creare cortocircuiti nella banale chiusura del cerchio.
Niente aspetti che lasciano l’amaro in bocca, niente schizzi di cattiveria che smuovano anche minimamente la goliardica placidità, niente ombra di sconfitti anche se ci si trova in ambienti non di certo idilliaci (stiamo pur parlando di mondo dello spettacolo, carcere e spogliarelli). Tutti risolvono i loro conflitti, tutti tornano al capezzale della bontà, tutti si realizzano (anche negli aspetti più bislacchi). La commedia brillante indipendente americana che negli ultimi anni aveva trovato una scarica di innovazioni e invenzioni rischia di morire bambina se non troverà nuovi modi di raccontare le storie di provincia e dei loro pazzi abitanti.
Voto: 6
Info Film:
USA 2009 con Andy Garcia, Julianna Margulies, Steven Strait, Emily Mortimer, Ezra Miller Durata: 100 min Commedia






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