Il folk della Sierra Nevada nell'olimpo della musica indipendente americana. Un folletto e la sua arpa per il dominio di Madre Natura e la vittoria della bellezza incontaminata. Un disco, "YS", che purifica in un battibaleno chiunque ne tenti l'approccio, estirpando peccati, bonificando paludi di rabbia e risentimento.
Attributi quali purezza e imprevedibilità trovano in Joanna Newsom una delle fonti di ispirazione degli anni Zero. Una poliedricità vocale da shock emozionale, in grado di alternare effusioni da ninna nanna a mezzanotte al richiamo epico di una Giovanna d'Arco in battaglia, sguardi ammalianti ad un movimento musicale ipnotico quanto naturale.
Un disco da apprezzare e interpretare come flusso unico di note ed emozioni, dall'apertura di "Emily" all'orchestra finale di "Cosmia", dai messaggi arpeggiati di "Monkey & Bear" al battibecco con Bill Callahan in "Only Skin". Folk fiabesco per una progressione senza eguali, la produzione di Steve Albini e la speranza di un incontro paradisiaco, magari un annuncio del bizzarro corvo ritratto in copertina. Te la immagini a piedi nudi con una margherita tra i capelli inseguita da cervi e scoiattoli in mezzo a distese di grano, e poi stesa sui campi con il suo faccione solare e l'inconfondibile arpa a pedale.
Sogni musicali ad occhi aperti nel marasma degli anni Zero. Disco da possedere e amare.
Voto: 8
Info:
Drag City, 2006
Songwriter, indie folk
Tracklist:
1. Emily
2. Monkey & Bear
3. Sawdust & Diamonds
4. Only Skin
5. Cosmia






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