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Napoli Centrale: "Napoli Centrale"

  • Scritto da Orasputin

napoli centrale Napoli Centrale: la pulsazione di una metropoli intera

“Il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita" (Jam Senese)

I Napoli Centrale sono stati forse l’unica band italiana la cui esistenza è dipesa essenzialmente da quella di una grande metropoli, la Napoli degli anni Settanta, quella del via vai culturale, della condizione dei lavoratori e dei sacrifici della vita di campagna. Il loro omonimo album, registrato nel 1975, è una scheggia che perfora dritta al cuore, tematiche riflessive sotto un incessante stuzzicar a livello musicale.

Una combriccola di “suonatori” (chi italiano, chi straniero, chi mezzo italiano mezzo straniero) tutti di grandissimo livello, capace di abbinare al jazz rock sperimentale dei Weather Report il battito dialettale della movida partenopea. Sorretto dall’energica voce di James Senese (figlio di soldato americano, letale sassofonista), quello dei Napoli Centrale fu un mix ipnotico di liriche micidiali sulla condizione sociale dell’uomo, concepito nell’ottica di irresistibili inseguimenti strumentali. Mark Harris alle tastiere, Franco Del Prete alla batteria, Toni Walmsley al basso (per un breve periodo anche Pino Daniele), sotto la regia di un vero leader come Senese, istituirono una sorta di compromesso culturale: usufruire del progressive di matrice europea per infilarci liriche di protesta sociale. In tal caso, quella dei Napoli Centrale, fu autentica rivoluzione culturale (chiedetelo ai Calibro 35).

Dalla loro musica si sollevava una componente pulp che non avrebbe sfigurato in qualche film poliziottesco tanto in voga in quegli anni. Un cinquantenne che passa per i Quartieri Spagnoli difficilmente si scorderà di una canzone come “Campagna”: “Chiove o iesc ‘o sole, chi è bracciante a San Nicola, c’a butteglia chin ‘e vin tutt’e journe và a zappà”. “’A Gente ‘e Bucciano” è un monito sulla condizione dei lavoratori trasferitisi a Nord, “Pensione Floridiana” una strumentale che aggroviglia elementi funkeggianti alla tradizione jazz. Il resto è storia. Storia della musica italiana.

Voto: 8

 

Info:

Bmg, 1975

Jazz Rock

 

Tracklist:

01.Campagna

02.'A gente 'e Bucciano

03.Pensione Floridiana

04.Viecchie, mugliere, muorte e criaturi

05.Vico primo Parise n° 8

06.'O lupo s'ha mangiato 'a pecurella