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The Fuzztones: "Lysergic Emanations"

  • Scritto da Orasputin

 

fuzztonesRiapre l’ufficio anagrafe del garage anni Ottanta

Paladini dell’estetica garage goth, i Fuzztones di Rodi Protrudi traghettarono il rock’n’roll dei sixties nei tribolanti anni Ottanta, sfoderando un disco d’esordio citato da tutti come classico del genere (e non solo per le due splendide cover dei Sonics ). Il curriculum di Protrudi vantava inoltre collaborazioni con una miriade di band del sottobosco newyorkese, culminate in una leggendaria tournè di spalla a Lydia Lunch che toccò persino il nostro paese.

Uscito nel 1984, “Lysergic Emanations” rimescola tutte le carte e le esperienze sublimi del rock’n’roll, introducendo alcuni elementi di novità: passione sfrenata per i b movie, un approccio sostanzialmente punk, l’utilizzo di organi e tastierine. Ciliegina sulla torta l’eccezionale songwriting, ammalatosi per strada causa cocenti delusioni. Trascurando per un attimo l’apertura di “Gotta Get Some” e le cover di “Cindarella” e “Strychnine” , è nei passaggi più oscuri che sale a galla la vera essenza della band, quella lisergica per l’appunto. Non tanto nei velocizzi di spiccata scuola Sonics, quanto nelle digressioni di ispirazione dark blues. Prendete, ad esempio, il capolavoro “Living Sickness” e ditemi se non vi avrebbe incuriosito tra le mani di Jim Morrison.

Incursioni spagnoleggianti (“Just Once”), siringoni di chitarre sotto riverbero ( “She’s Wicked”), sensazioni di sudore e sporcizia richiamate per tutta la durata del disco. E poi la strumentazione Vox, i giubbini di pelle e il carisma di Protrudi, uno di quei personaggi capaci di donare integrità a un genere, il rock’n’roll, un tantino disorientato tra capelli cotonati e synth da classifica. Caratteristiche non indifferenti, una produzione volutamente scarna ed una copertina da immaginario horror istantaneo. Operazione per certi versi simile a quella dei cugini Misfits.

Ai Fuzztones mancava forse quel carattere rivoluzionario tipico di mostri sacri quali Fleshtones o Cramps, quella vena autodistruttiva, quella folgorazione psichedelica limitata alla schiera degli immortali del rock. Ciò non sminuisce la nostra ammirazione nei confronti di una realtà duratura e coerente, che ha portato solamente del bene alla storia della musica. Adesso lo avete capito perché bazzicano ancora dalle nostre parti?

Voto: 8

 

Info:

Musim, 1984

Garage rock