Cosa distingue una grande band da una qualunque? Basta chiederlo agli infiniti fans dei quattro californiani. La risposta sta tutta nella capacità di creare un mondo. Al centro di tutto c'è l'uomo, la musica diviene lo strumento (Tool) attraverso il quale ritrovare la sua consapevolezza. "Lateralus" rappresenta l'apice simbolico e compositivo di un suono nato dalle scorie grunge e germinato in un groviglio di riff ripetuti e progressioni armoniche, capace di divenire la più riuscita incarnazione del prog metal contemporaneo.
I suoi caratteri distintivi sono elevati all'ennesima potenza: la voce di Maynard James Keenan (una delle migliori del rock contemporaneo), capace di passare con disinvoltura dai mantra alle urla pù violente. Le architetture chitarristiche di Adam Jones, la batteria di Danny Carey mai cosi frenetica e potente, i bassi slappati e marziali di Justin Chancellor, fondamentali per la complessità delle strutture.
Come la Spirale di Fibonacci rappresentata in copertina, le canzoni dei Tool sono fatte di una materia apparentemente illogica, ritorta su se stessa, ma che in realtà si sviluppa con sequenzialità e lucida follia. Progressioni, controtempi, linee vocali come strumenti, queste le fondamenta di un capolavoro in 13 canzoni. “The Grudge” mostra i segni del suono Tool: contorsioni chitarristiche prima trafitte dal ringhio della voce, poi spinte dai ritmi impossibili della sezione ritmica.
“The Patient” è un capolavoro di apparente complessità, basato su nove minuti di melodie ripiegate su loro stesse. “Schism” e “Parabol/ Parabola” si snodano con apparente naturalezza attraverso variazioni di ritmo e toni di voce, in un contrasto mai così orecchiabile tra ipnotiche melodie e violenti schianti strumentali. “Ticks and Leeches” nasce dalla medesima rabbia primordiale dei precedenti lavori. La titletrack è un crescendo di riff circolari su un testo ricco di simbolismi matematici, con strofe sillabate secondo la sequenza di Fibonacci (“ogni numero dopo il secondo è la somma dei termini precedenti”). “Reflection” è la degna conclusione (senza contare i numerosi strumentali) di un viaggio spirituale e simbolico, una preghiera cullata da una voce distorta verso un crescendo di fiati e effetti.
Disco complesso e irriducibile, libro sacro di un culto immutato negli anni.
Voto: 9
Info:
Volcano, 2001
Prog-Metal
Tracklist:
1-The Grudge
2-Eon Blue Apocalypse
3-The Patient
4-Mantra
5-Schism
6-Parabol
7-Parabola
8-Ticks and Leeches
9-Lateralus
10-Disposition
11-Reflection
12-Triad
13-Faap De Oiad






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