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Pink Slime: poltiglia da mangiare

pink slime

Dopo lo speciale su come viene fatto un kebab, entriamo nuovamente nel magico mondo alimentare per parlarvi di una nuova gustosa tendenza a tavola: la “Pink slime”.

Questa sostanza, chiamata appunto melma rosa, è un composto che farà sognare i vostri stomaci e nutrirà il vostro immaginario fatto di grigliate genuine, hamburger succulenti e altri cliché da uomo-barbecuè.

La pink slime è una poltiglia composta da cartilagini, tendini, tessuti animali di vario genere e scarti di lavorazione, tritati finemente, uniti a grosse dosi di ammoniaca e pressati assieme a diverse sostanze chimiche (ipoclorito di calcio, acido ipobromoso, Dibromodimetilidantoinae, cloro e antimicrobici), per essere infine condita con sostanze che forniscono al prodotto l’aroma da abbinare alle prelibatezze che l'intruglio andrà a costituire.

Prodotta principalmente dall’azienda Beef Product Inc. (Bpi), la pink slime viene sempre più utilizzata nell’industria alimentare, in quanto rappresenta un modo per aumentare il peso della carne (la si può utilizzare fino al 15% del volume totale), senza tuttavia essere necessariamente citata sulle relative etichette.

Proprio a causa di questo fattore, una stima della ABC news stima che il 70% della carne macinata consumata in USA contenga pink slime, utilizzata per creare kebab, wurstel, cotolette, hamburger, cibi disidratati, salsicce, insaccati vari e prodotti simil-carne che compongono gran parte dei reparti frigo e surgelati dei supermarket e la quasi totalità delle bontà presenti sui banconi dei fast food.

In Europa, anche se le leggi sono più restrittive e gli obblighi di etichettatura più esigenti, i controlli sono ancora troppo pochi e le leggi a riguardo ancora confuse e decisamente vaghe (una direttiva del 2011 su etichettature più precise entrerà in vigore solo nel 2014).

Come diceva Anthelme Brillat-Savarine, "Dimmi che cosa mangi e ti dirò che cosa sei". Tutto spiegato.

Buona visione e buon appetito!