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Radiografia del genere umano: Nan Goldin

Negli scatti di Nan Goldin si percepisce tutta l'angoscia del genere umano, paure, turbamenti, sogni e violenza, tanta violenza.

Dagli esordi in piena stagione punk al celebre "Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata", l'artista americana si è contraddistinta per il suo stile unico e personale, a tratti disturbante, privo di filtri e vero come la morte. Le sue testimonianze visive sono diventate parte integrante dell'immaginario collettivo contemporaneo.

“La fotografia mi ha salvato spesso la vita: ogni volta che ho passato un periodo traumatico sono sopravvissuta scattando. Il mio lavoro si basa sulla memoria. Per me è fondamentale avere un ricordo della gente che ho conosciuto, specialmente di chi mi è stato vicino, per consentirgli di vivere per sempre”.

Abbassiamo la voce e lasciamo che a parlare siano le immagini. Buona visione!

© Nan Goldin

Tutti i diritti delle opere sono dei legittimi proprietari. Nel caso fosse necessario i materiali verranno rimossi.

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