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Lilith n. 04: "Cavalcando con il Diavolo"

 

Lilith

Lilith - Lilith
Dopo quattro numeri in due anni, sembra che “qualcosa” si stia (finalmente) smuovendo nella serie di Lilith, la cronoagente del “tuttofare” Luca Enoch. L’apparizione di alcuni individui non facenti parte dell’epoca dell’albo, alcune piccole riflessioni di Lyca, pesanti sconvolgimenti della Storia operati da Lilith fanno uscire (anche se di poco) la serie da quella ripetitività di situazioni che si era registrata nei precedenti tre numeri.

Testi

Cavalcando con il Diavolo” (citazione all’omonimo film di Ang Lee) rappresenta nella ventennale carriera di Luca Enoch il primo tentativo dell’artista di scrivere e disegnare un western, con tutti i vantaggi, ma anche le notevoli difficoltà, che questo genere comporta. Di western si tratta, e non potevano mancare situazioni e personaggi storici: sullo sfondo la Guerra Civile Americana, in particolare il Massacro di Lawrence, datato 21 Agosto 1863, in cui un esercito di raiders capitanato dal celebre William Quantrill mise a ferro e fuoco la città di Lawrence, nel Kansas, ammazzando impietosamente 183 persone. Enoch sembra giocare con la “sua” Lyca, sballottandola in periodi storici in cui ci sono guerre, ci sono tragedie, sembra voler farle vedere che genere di “umanità” sta disperatamente cercando di salvare, considerazioni che rendono sempre più subdola la definizione di “buoni” per gli umani e di “cattivi” per i cardi e il misteriosissimo Triacanto.

Oltre a Quantrill appaiono altri personaggi storici abbastanza noti in questo episodio: il sanguinario “Bloody” Bill Anderson, capobanda di Quantrill, famoso per il “vizio” di collezionare scalpi (e che, alla fine, si scoprirà, con una certa sadica soddisfazione da parte di Lilith, il portatore del Triacanto), e soprattutto i fratelli Jesse e Frank James. Riteniamo un po’ forzata qui la presenza del famosissimo bandito Jesse James: lo stesso Enoch precisa che all’epoca Jesse era troppo giovane per poter partecipare alla Guerra Civile Americana, oltretutto alla fine sarà un cardo stesso a uccidere il Jesse adolescente, in un colpo di scena davvero riuscito ma in fin dei conti forse superfluo. Il tutto però è perfettamente coerente con la serie: Lilith sta modificando pesantemente il continuum temporale, come dimostrano anche forse gli elementi di spicco dell’albo, ovvero le due apparizioni di quello che sembra un guerriero dell’impero romano (che potremo forse rivedere nell’ottavo numero, ambientato nell’antica Roma), e di un soldato giapponese, che ricorda di aver partecipato ad un massacro simile a quello di Lawrence, ovvero al Massacro (o Stupro) di Nanchino, durato sei settimane, a cavallo fra il  1937 e il 1938. Altri cambiamenti nel continuum storico causati da Lyca? E’ il gioco dei massacri, della violenza, cosa a cui Lilith non è assolutamente estranea, quello che Enoch, con la scusante dei viaggi nel tempo, fa vedere a noi lettori e a Lilith. Gente simile merita la salvezza?

Questo quarto numero risulta più riuscito dei precedenti per molteplici motivi e particolarità, che sono riusciti nell’intento di mascherare quanto possibile la ripetitività che da due anni affligge la serie. Anche in questo numero, nelle ultime 20 pagine, si assiste alla distruzione di un’altra linea di discendenza del misterioso Triacanto. Anche in questo numero il canovaccio narrativo è praticamente uguale ai tre numeri precedenti. La scelta dell’ambientazione western sicuramente ha giovato molto alla costruzione di una sceneggiatura ottima: quest’ultima potrebbe potenzialmente avere alcuni difetti, potenzialmente perché alcune particolarità della serie non sono ancora ben chiare. Lo Scuro ad esempio: secondo alcune preview, il Bagheera di Enoch non può interagire con il mondo esterno, a meno che non si tratti di Cardi. Eppure qui interagisce chiaramente con i cavalli, spaventandoli o convincendoli a farsi montare da Lilith. Questo ed altri particolari verranno sicuramente chiariti nei successivi numeri.

Da menzionare il poetico finale, con la trascrizione della poesia di “The Little Girl Lost” di William Blake, poema da cui Lilith prende il nome (curiosità: i Doors si ispirarono proprio a questa poesia per il brano "You're lost little Girl", secondo brano di "Strange Days". Potenzialmente Lilith ha anche una sua canzone!)

Disegni

Primo western per Enoch, si diceva in precedenza. Se Gianfranco Manfredi aveva ammesso un po’ di tempo fa che trovare disegnatori adatti al genere western è sempre più difficile, la prova, soprattutto grafica, di Enoch è da sinceri applausi. Divise, ambientazioni, soprattutto i cavalli, vero tallone d’Achille per chi si affaccia per la prima volta a questo genere, risultano riusciti, curati, azzeccati, praticamente perfetti. Lo stile in ogni caso molto moderno di Enoch cozza poche volte con l’ambientazione storica. Balzano agli occhi alcuni difettucci e piccole sproporzioni quasi abituali del disegnatore milanese (come la fronte di Lilith mutaforma), ma del lavoro di Enoch colpisce la granitica continuità di stile e la produttività al limite dell’umano di 125 tavole ogni sei mesi.

La dinamicità è come sempre pressoché perfetta, i molteplici personaggi della vicenda sono tutti perfettamente riconoscibili, il frequente uso delle retinature è nella maggior parte dei casi equilibrato e consono al contesto. Enoch è un artista completo, e lo conferma anno dopo anno.

Conclusioni

La principale differenza che si avverte fra Lilith e Gea è quella di un approccio molto meno ironico alla sceneggiatura (anche se non mancano alcuni momenti divertenti) e la presenza di un minor numero di comprimari fissi (c’è praticamente solo lo Scuro). Lilith continua a soffrire di ripetitività di situazioni, a dispetto di una varietà di ambientazioni vastissima e mai noiosa.

Nei prossimi numeri sicuramente la situazione si evolverà: una direzione, a cui ci fa pensare anche la lettura di Gea, è che non siano i Cardi ad essere i cattivi della serie. Una riflessione di Lilith a pag. 18 ci fa “notare” di come il mondo del Triacanto a cui gli umani del futuro non sono ammessi è praticamente un paradiso naturalistico (come si è visto nel primo episodio), i Cardi stessi sembrano di derivazione vegetale. Dall’altra parte abbiamo una umanità che ci viene descritta tramite massacri, guerre, distruzione e personaggi dalla dubbia caratura morale.

Chi merita la salvezza?

 

Soggetto: 7

Sceneggiatura: 7,5

Disegni: 7,5

Media: 7,5

 

 

Info:

CAVALCANDO CON IL DIAVOLO

Soggetto, Sceneggiatura, Disegni e Copertina: Luca Enoch

Editore: Sergio Bonelli

Miniserie semestrale n. 4

Giugno 2010

 

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