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Back Cinema In sala Cosmopolis (David Cronenberg)

Cosmopolis (David Cronenberg)

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cosmopolis locandina

Non sentivo da molto un senso di claustrofobia così soffocante, il peso della mia esistenza presente con tale angoscia, incalzane in modo ossessivo, acquietarmi con le parole lapidarie ascoltate nel film, dimenticando la banalità di questo dramma sorridente chiamato vita.

Cosmopolis non è un film facile, non è un film adatto a quella mentecatta ritardata seduta di fronte a me nella saletta del multiplex, talmente inebetita dalla consuetudini della propria squallida quotidianità da non capire che quella dannata "prostata asimmetrica" è sinonimo di tutto quanto possa interessare a una persona pensante: imprevedibilità dell'esistenza, insensatezza del raziocinio, incompatibilità tra amore e morte, rapporto tra tecnologia e carne, speranza riposta nei propri istinti e abominio per le proprie fissazioni e schiavitù psichiche. Tutto parte e tutto finisce in quella fottutissima prostata asimmetrica!

Brutta mentecatta seduta davanti a me nella saletta del multiplex, non c'è un cazzo da ridere, non c'è un cazzo da sbuffare, non c'è nulla da chiacchierare! Se non capisci stai in silenzio ed esci fuori dalla sala, non tediare me, in uno stato di trance riflessiva. È tutto lì il dramma, tutto sta nel comprendere il significato di futuro, scelta, vita.

La tragedia di Cosmopolis è nei graffianti dialoghi sulle ragioni dell'essere umano, imprigionato nell'evoluzione verso la sua parte più macchinica, diviso tra astrazione dei numeri, dittatura della finanza, paure per un futuro incomprensibilmente oscillatorio, e dall'altra parte distratto da vacue proteste, da un sesso svuotato di ogni rituale, da rapporti umani occasionali, rinchiusi in una limousine-capsula dove tutto inizia e finisce, dove la parola è consumo.

Siamo ciò che eravamo, il futuro si sta già costruendo e gli esiti di questa trasformazione/mutazione saranno terrificanti per molti, spietati per alcuni, inevitabili per tutti gli altri. Niente lotta di classe, niente condanna per nessuno, assenza di giustificazioni o attenuanti. Il futuro è adesso, e siamo decisamente fottuti, alcuni impauriti e disillusi, altri impegnati a urlare coi topi in mano o con illusioni sotto il braccio. Ma tutti fottuti, senza speranza riposta in emozioni, denari, scoperte o vendette. Spalle al muro.

Cronenberg racchiude i dilemmi postmoderni in lapidarie discussioni in cui un protagonista post-umano senza età né etica si cimenta con amori idealizzati, amplessi svuotati, sofferenze umanissime solo per il funerale di un rapper e insofferenza verso il proprio destino e la propria morte. Unica nota dolente del film proprio Robert Pattinson, vuota maschera senza talento che smussa notevolmente la figura maleficamente divina del protagonista. Incredibile, al contrario, Paul Giamatti, in un'interpretazione magnifica, illuminante e commovente.

Cosmopolis è un film da vedere in quanto sguardo rivelatore su un dolore genuino e piacevole, sulla saggezza nel giudicare aspramente tutto ciò che è l'imprevidibilità dei giorni e dei destini. E tu, povera mentecatta ritardata seduta di fronte a me nella saletta del multiplex, godi della tua squallida beatitudine, ridi pure per la tua impermeabilità alla forza delle parole, rimani inerme di fronte a riprese che smorzerebbero ogni sciatta esistenza condita di pochezza. Non fare i conti con l'esistenza, sul serio, non fa per te.

Maestro Cronenberg, perdonala, non sa ciò che fa, ma dona a noi ancora una volta l'illuminante beatitudine visiva, ne abbiamo veramente tanto bisogno e viscerale necessità.

Destroy the past, make the future.

Voto: 8

Guarda il trailer

Info film:

regia di David Cronenberg

Canada, Francia 2012

Con Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Jay Baruchel

Titolo originale Cosmopolis durata 105 min

Drammatico