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The Road (J. Hillcoat)

  • Scritto da Michele Ciliberti

the road locandina

the road locandina
Apocalisse vuol dire marasma, sovvertimento dell’ordine e distruzione. In “The Road” invece dopo l’Apocalisse vige una certa destabilizzante calma, elemento di fascino ma allo stesso tempo motivo di perplessità sul risultato finale.

Il protagonista (Viggo Mortensen) decide di intraprendere il suo particolarissimo viaggio di formazione in compagnia del figlio. Quest’avventura insegnerà loro che i cannibali possono essere molto fastidiosi, che mangiare cibo scaduto non è poi così male e che vivere in un mondo dove non c’è acqua corrente, non ci sono persone normali, non c’è natura e non ci sono svaghi non è impresa da perderci più tempo e fatica del necessario.

Questo viaggio on the road diviene quindi un’analisi del rapporto che vi è tra padre e figlio, di come l’amore universale vinca sulla malignità umana (il fuoco in noi, il male in loro) e altre morali del genere che, seppur un tantino logore, di certo fanno ancora il loro effetto se inserite in un contesto così poeticamente decadente, vivacizzato solo dalla presenza di cannibali sarcastici e barboni depressi. Altro elemento importante è la parabola ecologica, con l’attento sguardo registico su ogni particolare che contraddistingue la Terra stuprata. Non si conosce la natura della distruzione terrestre, ma è di certo evidente il parallelo tra la condizione ambientale del film e quella che toccherà alla Terra fra qualche decennio. Questo infatti il punto più riuscito del film.

L’angoscia trasmessa nel guardare il nulla assoluto, dove la massima libidine per un umano rappresenta mangiare uno scarafaggio, è senza dubbio un elemento che fa perno sullo stomaco e sul cervello dello spettatore. Non vi è ossessione nel guardare le sciagure, ma attenzione sui corpi ossuti, sui lineamenti stanchi, sui denti ingialliti. Uno sguardo sui particolari che colpisce molto più che riprese faraoniche su tempeste e città distrutte. Non dico che dopo la visione del film si diventi un eremita vegetariano che vive in un trullo illuminato da candele autoprodotte e riscaldato da feci di cavallo rinsecchite, ma di certo “The road” può contribuire a qualche riflessione sul valore aggiunto che l’ecologia ha sul mondo.

Ambiguo e contraddittorio invece è l’impianto narrativo del resto del film. Accanto alle scene tremende della solitudine umana, della scarsezza delle risorse e della ribellione dell’ecosistema vi è totale mancanza di elementi narrativi di contorno. Questa scelta è di certo voluta, infatti in molte scene vengono volontariamente elisi gli elementi che potrebbero dar vita a risse, scontri, storie d’amore, flashback esplicativi o altro, ma il risultato è di certo di dubbia riuscita. Se anche la cesura della sceneggiatura vuole rendere i due protagonisti ancora più solitari e abbandonati alla strada, dall’altra parte non vengono creati altri sentieri di riflessione, sguardi più ampi sullo stato dell’umanità, altre narrazioni sulle dinamiche che regolano le giornate dei protagonisti.

I cannibali sono solo comparse irrilevanti, i ricordi della vita di transizione dalla normalità alla vita post-apocalisse sono inconsistenti e inutili, l’angosciante scena dello scantinato-magazzino-di-provviste-umane finisce veramente troppo presto e l’uscita improvvisa dal confortante bunker è sinonimo di quanto molte scene siano fini a sé stesse e non funzionali a una narrazione più coinvolgente.

Una serie di emozioni castrate che influiscono fortemente sul risultato finale. La stupenda storia di un padre e un figlio lungo una strada distrutta. Sarebbe stato bello guardarsi intorno un po’ di più.

Voto: 6,5

Info Film:

USA 2009 regia di John Hillcoat con Viggo Mortensen, Kodi Smit-McPhee, Charlize Theron,Robert Duvall, Guy Pearce Durata: 111 min Drammatico, Apocalittico