
WELCOME
Francia 2009
regia di Philippe Lioret
con Vincent Lindon, Firat Ayverdi,
Audrey Dana
Durata: 110 min
Drammatico
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In "Welcome", il tragico filo che collega l’essere umano ai suoi diritti rischia di spezzarsi definitivamente
Campione d’incassi in patria, “Welcome” (titolo ironico) è la storia di una nazione raccontata dagli occhi di due esseri umani: un ragazzo iracheno e un istruttore di nuoto. Due persone comuni in una società ridimensionata e allo sfascio. Il primo è scappato dalla sua terra, “campeggia” provvisoriamente in Francia, nebbia di Calais, in attesa di spingersi oltremanica per riallacciare con la sua ragazza. Il secondo riempie semplicemente una fase morta della sua vita. Bilal fallisce il primo tentativo di raggiungere il Regno Unito, Simon sta sbrigando le ultime pratiche per divorziare da una moglie giovanissima ma già impegnata nel sociale. Il motore è l’incontro fra i due, in piscina, dove Bilal “sogna” di prendere lezioni per compiere l’impresa. Ad incutergli timore è l’imminente matrimonio di Mina con un parente reclamato da suo papà.
Richard lo assiste, lo nutre, lo ospita in casa, il tutto in un processo di smascheramento reciproco, umanamente reale. Un concentrato di tensioni, paure e rapporti di sincerità; nel primo tentativo, per entrambi, di rapportarsi a una persona “diversa”. Ma le manovre spronatorie del maestro (che poi tanto maestro non è) si rivelano parole al vento. Bilal è una testa dura, giovanissimo quindi una testa dura. Memorabili, a proposito, sono gli attimi in cui Richard scopre che il vero sogno di Bilal è un altro: fare gol con la maglia del Manchester United. “Perché superare La Manica a nuoto” diviene il pilastro fondante del film.

Philippe Lioret ci narra di una dignità umana che rischia di affogare nel mare delle contraddizioni; un popolo, quello francese, che perde progressivamente fiducia nella persona dell’immigrato. Non una Francia razzista ma una Francia che ha paura. Lo fa con uno sguardo antropologicamente perfetto, rabbioso, mai patinato e sempre lucidissimo. Inquietante la sequenza dei due clandestini ai quali viene impedito di entrare in un supermarket, devastante il divieto statale (imposto dal presidente Sarkozy) di ospitare "stranieri" in casa. Richard riverserà su di sé tutte le colpe di una società malata.
Un film politicamente devastante, che abbraccia tematiche d’attualità incastonandole in una storia d’amicizia fra due persone di estrazione differente. Una pellicola con tutte le carte in regola per divenire una splendida sinfonia del cinema mondiale. E poi in Italia ci si lamenta di “Gomorra” come opera smascheratrice dei problemi del paese. “Welcome”, scomodità a parte, è al pari del film di Garrone un caso assoluto del cinema d’oltralpe. Anch’esso, non a caso, campione d’incassi.
Voto Orasputin: 8
Voto Fontanelle: 8

