
IL SOLITARIO
Italia, 2008
regia di Francesco Campanini
con Luca Magri, Massimo Vanni,
Francesco Siciliano, Giancarla Malusardi
Durata: 85 min
Azione, Crimine
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Se questo è il Cinema indipendente italiano…
“Il solitario” è un progetto realizzato da due ragazzi, Francesco Campanini (il regista) e Luca Magri (l’attore protagonista) sotto la supervisione del veterano Massimo Vanni (“Quel maledetto treno blindato”, “Zombi 3” per dirne due), dapprima chiamato come maestro d’armi poi integrato nel cast come attore. L’idea di Campanini è quella di realizzare una pellicola “in cui il protagonista viene braccato dall’inizio alla fine” seguendo i canoni di Melville, del noir, rischiando anche paragoni col “Collateral” di Mann. Ecco, tali paragoni non reggono.
25 Settebre 1999. Leo Piazza (Luca Magri) e la sua banda decidono di rapinare, in un casolare, gli uomini di un’organizzazione milanese. Fra sparatorie più o meno credibili muoiono tutti tranne il nostro protagonista, che racimolato il bottino da 3 miliardi di lire, si dà alla fuga minacciando una ragazza, “perché disperato”, che viene costretta ad accompagnarlo dove lui le chiede (in una sorta di bieco remake di “Buffalo ’66”). Leo Piazza però viene riconosciuto da un uomo dell’organizzazione sopravvissuto alla rapina e così comincia la caccia all’uomo da parte di un sicario dell’organizzazione, Santoro (Francesco Siciliano), che ammazzando qua e là riuscirà a scovare il fuggiasco. Nel frattempo il nostro protagonista chiede aiuto ad un vecchio amico, Moriero (Massimo Vanni) il quale lo indirizza da una sorta di pappone invischiato nel giro della malavita (falsificazione di documenti, prostituzione), un certo Cassiani (Francesco Barilli). Quest’ultimo troverà una casa dove nascondere Piazza, una donna, Saeda (Giancarla Malusardi) che si prenderà cura di lui e una barca privata per raggiungere il Marocco.

Le cose però si complicano, Santoro uccide la moglie di Moriero che cerca vendetta ripiegando da Cassiani; qui però Santoro ammazza il pappone e tiene in ostaggio Moriero così da effettuare il classico scambio soldi – vita dell’amico. Piazza, già verso Salerno, in compagnia di Saeda, decide di tornare indietro consapevole della sua condizione di dead man walking lasciando dei soldi alla ragazza che si potrà rifare una vita. Arrivato da Santoro disarmato e con i 3 miliardi sta per essere ucciso assieme all’amico Moriero, ma all’improvviso, tadam, sbuca fuori Saeda che come un cecchino abbatte i malvagi, ma non può nulla quando uno di questi con un colpo di rivoltella becca la tempia di Piazza che cade a terra morto. Lei decide bene di prendere il bottino e scappare.
Il tutto non è molto convincente, il protagonista è piatto, non ha un adeguato risvolto psicologico, sembra essere trascinato dagli eventi, quando in realtà dovrebbe essere artefice del proprio destino, dovrebbe essere un duro, un solitario, il realtà sembra solo un tipo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Luca Magri può consolarsi non essendo il solo a rispecchiare tali carenze. Positivo invece Francesco Siciliano, il personaggio più convincente della pellicola; lui, a differenza del protagonista, non avrebbe visto la televisione tutto il tempo rinchiuso in casa e probabilmente avrebbe aggiunto quel poco di cattiveria che Leo Piazza non mostra mai. Cazzo ti vogliono ammazzare! Positiva la regia di Campanini, molto buona la fotografia di Raoul Torresi, ma ciò purtroppo non riesce a sollevare ragionevoli dubbi sulla mediocrità di questo fantomatico action-noir in chiave moderna.
Voto: 4

