
LO SPAZIO BIANCO
Italia 2009
regia di Francesca Comencini
con Margherita Buy, Gaetano Bruno,
Giovanni Ludeno, Antonia Truppo,
Guido Caprino
Durata 98 minuti
Drammatico
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Un’incubatrice di massima sicurezza
Un figlio rappresenta un punto di passaggio. Maria si ritrova intrappolata in questo punto, in bilico, col rischio di sfracellarsi. Un angusto spazio bianco, una stanza d’ospedale dove vi sono solo incubatrici e madri sofferenti. La nascita prematura della piccola Irene è anche la morte della bimba. 50 giorni in cui Maria (Margherita Buy) è messa alla prova, con una bimba troppo grande per morire ma troppo piccola per vivere. Accanto a lei si ritrovano tutti pezzi della sua vita e quella di chi gli sta intorno. Tutti mischiati nell’incubatrice in attesa della rimozione del respiratore che permetterà alla bambina di vivere autonomamente o altrimenti morire.
"Lo spazio bianco" è viaggio sterile durante il quale la protagonista non matura, né cresce, ma viene messa alla prova emotivamente, cedendo subito e guardando così con chiarezza il proprio stato e le proprie necessità. Il merito della Comencini sta nell’aver evitato di cadere in una facilissimo melodramma, evitando di concentrarsi troppo sull’angoscia della protagonista, la sempre splendida Buy, per poi spaziare sulla storia di una magistrata alle prese con la camorra, su una classe di uomini chiamati all’esame di terza media e su una Napoli stupenda, scevra dai soliti luoghi comuni e fotografa nei mercati, nelle periferie e in piccoli frammenti quotidiani.

Forse proprio questo è il limite del film. Tante storie introdotte e lasciate a metà, che non si riconducono alla storia principale, ma risultano solo parallele che finiscono sospese in un vuoto narrativo. Dubbi anche sulla sequenza finale, quando si sciupa la tensione creata per rilasciare nel pubblico la quotidiana dose di sedativa bontà d’animo, senza osare nel mettere qualche goccia d’adrenalina per innovare e stupire.
Come si dice, tutto quanto molto bello ma abbastanza prevedibile.
Voto: 6

