
A SINGLE MAN
USA 2009
regia di Tom Ford
con Colin Firth, Julianne Moore,
Nicholas Hoult, Matthew Goode
Durata: 95 min
Drammatico
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Il Lutto e la Solitudine nell'impeccabile Esordio di Tom Ford
Il professor George Falconer è rimasto solo dopo la morte del compagno Jim, con cui ha avuto una relazione per sedici anni. Da quel momento il presente per George perde ogni senso, e l'ossessione per la morte dell'amato lo porta a prendere in considerazione il suicidio per porre fine alle sue sofferenze. Sullo schermo ci vengono raccontate quelle che dovrebbero essere le sue ultime 24 ore, e il modo in cui le persone che passeranno questo ultimo giorno con lui gli faranno cambiare prospettiva sulla sua vita. Tutta la vicenda si svolge a Los Angeles nel 1962, agli inizi della crisi missilistica di Cuba, quando gli omosessuali erano ancora una "minoranza invisibile", ben prima delle lotte per i diritti dei gay.
"A Single Man", tratto liberamente dal romanzo omonimo di Christopher Isherwood, è stato accolto con un'ovazione alla 66° Mostra del cinema di Venezia, dove Colin Firth ha vinto una meritatissima Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, e si è meritato tre nomination ai Golden Globe (per Firth, Julianne Moore, e la colonna sonora).

Il problema nell'approcciarsi a questo film è la carriera ingombrante di Tom Ford: si tende ad affrontare la visione con il pregiudizio di avere di fronte agli occhi un vezzo dello stilista annoiato dalle passerelle, che crea un perfetto editoriale di moda messo su pellicola. La cura ossessiva per la forma e per il dettaglio è in realtà funzionale al racconto: Ford rappresenta la triste vita di George attraverso gli oggetti che compongono la sua piccola e dolorosa esistenza, usando colori freddi, dettagli e inquadrature a piombo (molto vicine a quelle di Wes Anderson), in contrapposizione al ricordo del passato felice, dai colori caldi, con Jim (Matthew Goode). Quando le persone che George incontra nel suo ultimo giorno entrano in contatto con lui, come la migliore amica e unica confidente Charley (una splendida Julianne Moore), i vicini di casa intolleranti con bambini fastidiosi, o lo studente affezionato e protettivo Kenny (Nicholas Hould), i dettagli perdono via via importanza e l'attenzione del protagonista (e dello spettatore) si sposta verso i rapporti umani e i cambiamenti che questi portano nella sua vita, in modo inaspettato e commovente.
Grazie a un uso magistrale del colore e della luce, oltre a una convincente sceneggiatura, Tom Ford merita di essere annoverato fra i registi emergenti da tenere d'occhio, con la speranza che nella prossima opera si sporchi di più le mani con la storia, senza nascondersi dietro al perfezionismo tecnico.
Menzione d'onore per Jon Kortajanera, nel ruolo del modello/marchettaro Carlos, per meriti ormonali (le signore e i signori interessati al genere capiranno.)
Voto: 8

