
WildC.A.T.S #1-2-3-4
Testi: Brandon Choi e Jim Lee
Matite: Jim Lee
Chine: Scott Williams, John Tighe,
Karl Altsaetter e Rich Johnson
Editore: Image Comics
Anno: 1992
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Correva l'anno 1986 quando due giovani autori che stavano per affacciarsi sul fumetto professionistico crearono i Wild Boys, un gruppo di supereroi riunito in una sorta di squadra speciale. Il fumetto non venne mai pubblicato ma attirò l'attenzione di Carl Potts, all'epoca editor Marvel, che fece entrare i due ragazzi nella Casa delle Idee. Quei due giovani autori si chiamavano Brandon Choi e Jim Lee.
Negli anni successivi fu soprattutto Lee ad avere successo: con il suo stile aggressivo e dinamico, scalò in fretta diverse posizioni fino a diventare l'autore titolare degli X-Men. Ma nel 1992 il malcontento dovuto a dissidi sui compensi e sulla mancanza di royalites spinge Lee e altri sei autori (Marc Silvestri, Todd McFarlane, Whilce Portacio, Rob Liefeld, Erik Larsen, Jim Valentino e Robert Kirkman) a fondare la Image Comics, una nuova realtà editoriale composta da diverse etichette in cui ogni autore (ad eccezione di Portacio) è proprietario di una di queste divisioni. Lee è titolare della Wildstorm, etichetta per cui, insieme a Brandon Choi, recupera l'idea Wildboys e la trasforma in WildC.A.T.s: Covert Action Teams. Il numero 1 esce nell'agosto 1992.
La prima miniserie dei WildC.A.T.s dura 5 numeri e presenta subito alcuni elementi che diventeranno dei veri e propri segni di riconoscimento della Image.
Lee scrive la prima run proprio insieme e a Choi e la disegna supportato dalle chine di Scott Williams e dei suoi assistenti. La sua gestione si snoda nell'arco di 9 numeri, che prevedono sostanzialmente tre story-arc. Visti i lunghi tempi di lavorazione di Lee (lo starting issue esce nell'agosto 1992, il decimo numero nel marzo 1994), questo periodo viene inframmezzato da alcuni speciali realizzati da altri autori.
Per secoli Cherubini e Demoniti hanno lottato tra loro. I Cherubini sono una razza umano-aliena quasi immortale dotata di poteri eccezionali, una razza che ha dato vita sulla Terra ad una razza di mezzosangue dopo un lungo processo di selezione. I Demoniti, invece, sono creature dall'aspetto orribile che hanno il potere di possedere i copri umani e di prenderne il controllo della mente.
Nell'agosto 1990 la telepate Void salva da un gruppo di teppisti Jacob Marlowe, un barbone che soffre di amnesia, e gli rivela che lui in realtà è il Cherubino Lord Emp. Nei due anni successivi Marlowe dà vita al CEO, una società a capo di un vero e proprio impero economico, e soprattutto è il leader dei WildC.A.T.s, un gruppo di eroi ibridi per metà alieni e per metà umani costituito da Void, Spartan, Maul e Warblade. Quando Void avverte che i Demoniti guidati da Helspoint stanno per mettere in atto il Progetto Riunificazione, avverte i compagni che per fermarli bisogna rintracciare una persona in grado di prevedere i piani dei Demoniti. La persona in questione è Priscilla Kitaen (Voo-Doo), una ballerina di uno strip-club. Ma anche la Cabala, l'organizzazione fondata da Helspoint, sa dell'esistenza della ragazza e del pericolo che può creare loro. Helspoint invia così sulle sue tracce Grifter e la sua mentore Zealot, membro delle guerriere CODA, un gruppo al servizio dei Demoniti. Ma proprio mentre i due stanno per mettere in atto il loro piano irrompono nel night i WildC.A.T.s, che, dopo un violento scontro, fuggono con Voo-Doo. La guerra contro i Demoniti può ora avere inizio.
La storia è sostanzialmente questa e viene presentata praticamente tutta nel primo numero. In quelli successivi ci saranno sviluppi e tracce di trama, ma saranno i combattimenti e le scene d'azione a prevalere. L'intreccio sembra particolarmente articolato, anche se in realtà quello che può rendere ostica la lettura è solamente la moltitudine di personaggi (ben poco caratterizzati psicologicamente) che appaiono. Lo sviluppo della trama nei numeri successivi, come detto, è basato sostanzialmente su scontri e combattimenti che permettono agli autori di inscenare una storia dal ritmo serrato e di dare vita a tavole di grande impatto visivo.
Forti di una libertà pressoché illimitata, Choi e Lee si divertono a inserire qualunque elemento possa contribuire a rendere sempre più spettacolare il fumetto, anche a scapito della trama. C'è la voglia di stupire, di fare tutto quello che editori come Marvel e DC forse non avrebbero permesso. E così, ad esempio, compare tra i protagonisti addirittura Dan Qualyle, il Vice presidente USA dell'epoca. Oppure fanno un'apparizione importante gli Youngbloods, una squadra di eroi Image protagonisti di una serie di Rob Liefeld. Ma le curiosità non finiscono qui, perchè ci sono diversi richiami ad altre serie Image, forse anche per promuovere gli altri personaggi della casa editrice. Il vicolo in cui si risveglia Marlowe nel primo numero è lo stesso visto nel primo numero di CyberForce, un altro gruppo di eroi creato da Marc Silvestri. Sempre nel primo numero è presente inoltre un cameo di Jessica Towell, un personaggio di Spawn, serie creata da Todd McFarlane.
Tanto fumo e poco arrosto, si potrebbe quasi dire, tanti spunti e tante storyline che vanno a confluire in un'interminabile serie di scontri. Nonostante questo, la prima story-arc dei WildC.A.T.s è divertente, piacevole. A patto che non si cerchi una storia di classe, ovviamente, perché, per i motivi detti in precedenza, a volte la trama può sembrare confusa. Da questo punto di vista è paradossale che un fumetto tipicamente d'intrattenimento richieda un certo sforzo di lettura per seguire i vari intrecci tra i personaggi. In più, i dialoghi sono quelli tipici dei supereroi anni 90, e talvolta possono apparire abbastanza banali.
Il vero motivo d'interesse di questa serie sono i disegni di Jim Lee, che trasudano spettacolo da ogni pagina. La trama è stata costruita sostanzialmente con l'intento di permettergli di sfoderare i punti di forza della sua arte e, come di consueto, Jimbo non tradisce le attese. L'attrazione principale sono le figure, le anatomie in movimento, il dinamismo sfrenato. E anche se il risultato è da vero fuoriclasse, quello presente su queste pagine non è ancora il miglior Jim Lee: quando disegna questa storia, infatti, l'artista sudcoreano deve ancora fare il salto di qualità definitivo che lo proietterà tra i migliori cartoonist di sempre. Gli sfondi sono meno curati rispetto ai personaggi e non c'è ancora nemmeno quella cura maniacale dei particolari che si vedrà in futuro. In più, l'ottima inchiostrazione di Williams deve ancora acquisire quella raffinatezza che raggiungerà di lì a breve. L'unico difetto grafico è la colorazione realizzata con colori piatti che appare ormai obsoleta.
Tanti spunti, poca storia, tanta azione e disegni eccezionali. La sintesi estrema della prima story-arc dei WildC.A.T.s potrebbe essere questa, un pezzo di storia del fumetto americano che si guarda con stupore e si legge con nostalgia. Tutto è nato qui. Quel maestoso (e coraggioso) progetto chiamato Image nel mercato di oggi forse non sarebbe più possibile.






Commenti
Peccato che, però, l'esperienza Image non sia andata avanti: in fondo, i lettori vogliono storie scritte bene oltre che ben disegnate. Citazione
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