
LA BOCCA DEL LUPO
Italia 2009
regia di Pietro Marcello
con Vincenzo Motta, Mary Monaco
Durata: 76 min
Documentario
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La spinta del trans
E ovviamente ci si riferisce alla spinta ad andare avanti, a proteggere ciò che si ha di più caro, ad avere uno scopo nella vita sognando una comune vita insieme.
“Forse provengono dal mare, lì sulla soglia delle nostre avventure”: questa è la storia di Enzo, emigrato a Genova dalla Sicilia e Mary, la sua compagna transex, conosciuta in carcere. La contrapposizione di questi due mondi, dettata e sottolineata ulteriormente dai caratteri dei due protagonisti (lui rude, faccia cattiva e modi bruschi, lei garbata, dal fare gentile e spirito canoro), suscita l’attenzione per questo documentario che solo nell’ultima parte si concretizza in un’intervista nella loro umile dimora condivisa con quattro cagnetti.
Le avversità della vita hanno fatto incontrare queste due personalità che hanno trovato rifugio uno nell’altro, rendendo il tempo di detenzione comune meno amaro, anzi definendo tal periodo come il più bello delle loro vite.

In "La Bocca del Lupo" (titolo di un romanzo di Remigio Zena), premiato come miglior documentario al Bari Film Festival e miglior film al 27° Torino Film Festival, Pietro Marcello decide di raccontare questa storia per gradi, dando spazio a filmati di repertorio, a lunghe sequenze musicate, all’esplorazione solitaria di Enzo per il vicoli della città; il regista ci mostra il contesto abbozzando la storia dei nostri due protagonisti con la loro voce fuori campo, voci di lettere, voci registrate per una soddisfazione temporanea, la loro, che si concretizza nel momento dell’incontro fuori dal carcere. Una rottura nei canoni documentaristici che lascia lo spettatore in bilico tra fiction e realtà fino all’ultimo, quando si tira un sospiro di sollievo nella scoperta a piene mani della vita dei due.
Entrambi hanno percorso difficili cammini: lei legata alla dipendenza da eroina, 5 grammi al giorno (esperienza terminata solo dopo aver incontrato Enzo), lui sin da piccolo usato come “cavallo” dal padre per il contrabbando di sigarette, sino alle sparatorie con la polizia per un totale di 27 anni di carcere divisi in 3 condanne.
Sullo sfondo la Genova dei vicoli, come via del Campo, dei naufraghi all’orizzonte, delle demolizioni dei cantieri portuali, la Genova delle serate nei bar trascorse con personaggi assurdi, ma anche quella degli incontri, come Enzo e Mary conosciutisi per un lavoro di sartoria, che producono sogni, speranze, aspettative; nella fattispecie avere una casa in campagna, un orto e invecchiare abbracciati seduti su una panca guardando l’orizzonte.
Enzo e Mary, nonostante il loro incerto futuro, vivono giorno per giorno, da vent’anni, innamorati pazzamente sin dal momento in cui in carcere si sono isolati da tutti, uno di fronte all’altro, come se nulla potesse scalfire il loro sentimento, difeso con le unghie e con i denti, perché chi non ha nulla da perdere nella società borghese, non può che mettere e mettersi al riparo nell’altro, nella speranza di raggiungere quell’agognata riva, proprio come i naufraghi di Quarto dei Mille.
Voto: 6,5

