
LEGION
USA 2010
regia di Scott Stewart
con Paul Bettany, Adrianne Palicki,
Lucas Black, Dennis Quaid
durata: 100 min
Horror, Azione
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Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo
La crudele stagione cinematografica propone Legion, un mash-up horror-biblico di cui certamente non sentiremo la mancanza al termine del periodo di distribuzione. Scott Stewart è un Burroughs contemporaneo che, applicando il famigerato cut-up sul testo sacro caro ai cristiani, realizza un mosaico alquanto caotico e sconclusionato dell’Apocalisse ai giorni nostri.
Michael (Paul Bettany) o San Michele Arcangelo che dir si voglia, è un angelo ribelle che non accetta la decisione di Dio di sterminare la razza umana, lui ha ancora fiducia in noi ed è venuto a salvarci. Lo scenario è il deserto nel quale, in una tavola calda, si incontrano casualmente le solite personalità stereotipate: genitori benestanti e un po’ teste di cazzo con a carico figlia ribelle e lussuriosa; nero hip-hop/rap (Tyrese Gibson) con una pistola pronta all’uso e con i problemi famigliari a carico; Percy (Charles S. Dutton), cuoco timorato di Dio novello capitano uncino dei fornelli; Bob (Dennis Quaid) il proprietario della fatiscente location deluso e amareggiato ma con quella fottuta aria da cowboy “giusto”; suo figlio Jeep (Lucas Black) sfigato meccanico innamorato di Charlie (Adrianne Palicki), la cameriera incinta di non si sa chi. Il punto focale è qui. Se seguissimo la Bibbia ci accorgeremmo che la cameriera è Maria, Jeep è il buon Giuseppe (anche se non fa il falegname) e il dolce pargoletto che nascerà, già annunciato da Michael come il salvatore del mondo, è nientepopodimeno che Jesus christ superstar (e incredibilmente siamo al 23 dicembre…wow).
Dio è incazzato col mondo, gli esseri umani non hanno saputo apprezzare il regalo concesso loro della vita ed ora si ritrovano sull’orlo di una crisi di nervi del “supremo” che decide di sterminare la sua creazione non con un nuovo diluvio universale, ma con i propri sottoposti, gli angeli del paradiso. E questi si reincarnano negli esseri umani più deboli rendendoli dei veri e propri demoni, come la nonna Gladys (Jeanette Miller) o il gelataio (Doug Jones) per uccidere il salvatore che nascerà entro un mese dal grembo di Charlie. Per un mese i tizi sopramenzionati dovranno scacciare la minaccia degli angeli/demoni con armi da fuoco fornite dal buon Michael che fra una sparatoria e l’altra ha il tempo di fare qualche sermone e spargere un pizzico di fiducia nei cuori dei malcapitati. Ma il capitano Dio è cinico e bastardo in Legion e sottopone i nostri “eroi” 7 prove di resistenza, o piaghe, non indifferenti:
1. Interrompe le onde radio, interrompendo la visione di La vita è meravigliosa di Frank Capra, inibendo l’uso del telefono e occultando l’ascolto della vecchia radio di uncino Percy
2. Invia nel locale un graziosa vecchietta, Gladys, a cui non piacciono i bambini
3. Riempie l’atmosfera con sciami di mosche
4. Manda un gelataio deformato cui seguono centinaia di demoni da sterminare dal tetto del locale come in un videogame, o come altri film già visti (L'alba dei morti viventi è identico)
5. Testa le loro debolezze ricoprendo il corpo di uno di loro (già rapito) con pustole piene d’acido
6. Invia la controfigura di Chucky la bambola assassina e un orda di metallari accompagnati da reduci da rave
7. L’arma più devastante, Gabriel (Kevin Durand) o l’arcangelo Gabriele, colui che deve impedire la nascita del bambino e che affronterà Michael in un match valevole per il titolo di “servo del Signore”

In un pourpouri di violenza inaudita e uso spregiudicato di armi, a testimonianza che Dio è buono, ma non scemo, arriviamo al classico finale concitato facilmente immaginabile e biblicamente-impeccabile, fatto di sacrifici, pentimenti, ripensamenti, azioni iperboliche che testimoniano che quel bambino, se non è morto è veramente speciale, e qualche frase ad effetto buttata qua e là.
Un prodotto (perché di questo si parla) già visto, non curato nei dettagli, con le solite prevedibili scene apocalittiche (supportate da una tecnologia digitale nemmeno troppo curata) e i soliti riferimenti più o meno disgustosi: il locale si chiama “Paradise fall”, Charlie è la Madonna (testimoniata dalla bandana azzurra sulla testa) incinta di qualcuno mai menzionato (Dio?), Jeep è un Giuseppe lavoratore e buono d’animo che si prende carico di Charlie e de suo bambino anche se non gli appartiene, il paradiso è impostato secondo una forma gerarchica (e dal design Ikea) per la quale “Dio sguinzaglia i suoi cani” angeli, soldati dell’esercito divino i cui generali, fra gli altri, sono Michael e Gabriel; il tutto condito in chiave moderna con fisici statuari, tatuaggi profetici e armi di ultima generazione.
Oltre tutto questo sfacelo, poi, rimangono anche dei dubbi alla fine del film: Gabriel è “vagamente” somigliante al marveliano Thor casualmente o perché fra un anno uscirà l’ennesimo lungometraggio basato sul fumetto? perché Dio ha fatto reincarnare gli angeli nei terrestri più deboli? È palese che nella forma angelica (si veda Gabriel) questi avrebbero agilmente disintegrato il “Paradise fall”, o se proprio vuoi metaforicamente metterli uno contro l’altro, almeno falli reincarnare in Chuck Norris. Pare che sia in progetto già il sequel di Legion, quello in cui, probabilmente, il piccolo salvatore ormai cresciuto raderà al suolo l’Empire State Building e lo ricostruirà in 2 giorni e mezzo stabilendo il nuovo record mondiale. Dio vi benedica…
Voto: 4,5

