
SHUTTER ISLAND
USA 2010
regia di Martin Scorsese
con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo,
Ben Kingsley, Michelle Williams,
Patricia Clarkson
durata: 138 min
Drammatico
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Il fascino discreto della Lobotomia
by Brucewoland
Sei un assassino psicopatico? Fatti una vacanza a Shutter Island! Nel pacchetto inclusa lobotomia, colloqui con psichiatri un tantino diabolici e cocktail di ricordi, sangue e clorpromazin.
Un biglietto è già stato acquistato da Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio), agente FBI con trascorsi di alcolismo, crimini di guerra e moglie bruciata viva. L’agente arriva sull’isola con il compito di cercare una paziente del carcere psichiatrico, madre amorevole che ha annegato i suoi tre figli, ha rimosso ciò che ha fatto e dopo ventiquattro mesi di reclusione ha deciso di scappare. Il tour sull’isola prevede inoltre uragani, esperimenti nazisti, olocausto, maccartismo e ambiguità che renderanno Teddy e gli spettatori prigionieri incapaci di distinguere fatti e distorsione della realtà, sanità mentale e schizofrenia.
È necessario dubitare di ciò che si vede e scrollarsi di dosso lo spirito critico per capire "Shutter Island". Bisogna intraprendere un viaggio allucinante, incomprensibile, un labirinto tra psiche deviata e spioventi rocciosi. Teddy vuole capire cosa succede sull’isola, vuole dimenticare le sue esperienze traumatiche, lottare contro cospirazioni, psichiatri meschini e soprattutto contro il proprio cervello. Per fare questo è necessario guardare con sospetto ogni gesto, ogni sguardo e ogni frase pronunciata da sani e pazzi, ruoli sempre intercambiabili tra loro. Ciò che sta succedendo è evidente, ma ciò non importa. Quello che conta è guardare la pazzia da un’altra angolatura, i fatti sotto un’altra veste, la violenza come componente imprescindibile della personalità.

Scorsese gira un film che colpisce sicurezze e coordinate etiche, con la sola volontà di dimostrare quanto dubbioso sia il passato e quanto traumatico possa essere il presente. Le bimbe cianotiche sott’acqua, le cicatrici di Andrew Laeddis (Elias Koteas), la paura di George Noyce (Jackie Earle Haley) sono mattonate sull’angoscia dello spettatore.
I flashback, alcuni gesti e qualche inquadratura fotografano le vicende forse in maniera troppo evidente non lasciando spiragli alla storia (cosa che invece fa il libro "L'isola della Paura" di Dennis Lehane), ma non stiamo guardando un thriller, un horror o un giallo, ma un semplice viaggio nella pazzia, nell’angoscia e nella sfiducia verso gli altri e noi stessi. Non c’è bisogno di indovinare, ricercare indizi o valutare conseguenze. È necessario immergersi nell’instabilità degli eventi e farci cullare e traumatizzare da essi, per diventare testimoni inconsapevoli di questo stupendo processo kafkiano.
Vivere da mostro o morire da uomo per bene? La risposta ve la trovate voi.
Voto: 8
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Shutter Island
by Jin
Nell'immaginario collettivo, un'isola viene spesso vista come un luogo di pace e tranquillità, un rifugio dal caos e dalla frenesia della societa moderna, un piccolo angolo di paradiso.
Non è questo il caso di Martin Scorsese, che con "Shutter Island", basato sull'omonimo romanzo di Dennis Lehane, dona ad un'isola il volto indefinibile che giace nei meandri della mente umana.
Il film ci catapulta fin da subito in un'ambientazione forte, tranquilla solo ad una prima apparenza, quasi subito stravolta dall'ambientazione, e ampiamente accentuata dalla colonna sonora e da continui flashback e situazioni oniriche dai toni macabri e violenti, che tormentano la mente del protagonista, ben interpretato da Leonardo di Caprio.

Quest ultimo ha la parte ambigua di un detective degli anni '50, chiamato ad indagare la misteriosa sparizione della paziente di un'isola adibita a manicomio criminale, ma proseguendo con la trama verranno alla luce situazioni intricate, colpi di scena a volte abbastanza prevedibili dagli acuti osservatori, fino a sfociare in un finale che lascia libero spazio all'interpretazione personale.
L'ambientazione è ottimamente concepita e realizzata da uno Scorsese sempre valido, che riesce a donarle la forma metaforica voluta, la quale ben si sposa con il tema trattato dalla pellicola: la mente umana ed il suo mistero. Un'isola colpita da una tempesta colossale è infatti un'ottimo scenario, che riproduce in forma materiale il caos e l'incertezza che il nostro cervello può generare.
Un lavoro che forse non sarà alla pari di altre grandi produzioni del genere, senza contare la trama non del tutto originale, ma che nel complesso riesce a catturare l'attenzione di spettatori a cui piace perdersi per un paio d'ore nel seguire con attenzione ai minimi particolari l'evolversi di una situazione carica di intrecci, e nella quale a volte è difficile, per il protagonista e per gli spettatori stessi, riuscire a distinguere ciò che è reale da ciò che è solo il parto di una mente distorta.


Commenti
Veramente gran bel film, ottima interpretazione di Di Caprio, ruolo per niente facile.
Veramente tanto gustosa è stata la regia, per non parlare dell'ottima fotografia!
Azzeccatissime le musiche di inizio e fine film..
A parer mio, parecchie inquadrature mi hanno ricordato quelle di Hitchcock (soprattutto ne Gli Uccelli: primi e primissimi piani dal basso con sfondo di cielo iper-reale.
Tralascio la sceneggiatura, della quale avete già fatto un'eccellente analisi
Bellissimi gli scambi di ruoli finali a 360 °, belli e profondi i messaggi trasmessi. Vuole far capire che Dio ama la violenza. Vuole far capire che il cervello controlla ogni reazione, ma se noi controllassimo lui? Vuole far capire che quando veniamo classificati come \"pazzi\", ogni nostra azione verrà qualificata l\'azione di un \"pazzo\". Fa capire inoltre che è meglio vivere tra i malati della società che nella società malata. Thriller psicologico stupendo! Un grande Di Caprio che vuol convincere se stesso e gli altri che viene drogato e quindi non è pazzo, ma in realtà è ha soltanto bisogno di trovare nelle sue allucinazioni qualcuno che glielo riveli. In fondo il piromane che cerca dall\'inizio del film, ovvero l\'assassino, è lui, non a caso quando lo incontra si fa accendere la sigaretta e viene pronunciata la frase \"nessun rancore\". Un voto? 8,5 per non dare 9, pienamente meritato nel genere. Citazione
l'unica "critica" che posso fare é che se si legge prima il libro (come ho fatto io)l'intera vicenda appare fin troppo "palese" sin dall'inizio…potete verificarlo di persona rivedendolo!
comunque il mio voto é un 8 pieno! Citazione
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