
FABRIZIO DE ANDRE'
Mostra Museo dell'Ara Pacis, Roma
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Fino al 30 maggio Roma accoglie l’amico Faber a sei dimensioni
Un lungo corridoio nero solcato da caratteri bianchi. Parole essenziali, ma estremamente ripiene di vita, passione, amore. Ti accompagnano, quasi in maniera catartica, in un luogo che sembra fuori dal tempo e dallo spazio. È Fabrizio De André che parla, con la sua musica, le sue immagini, i suoi oggetti, direttamente dal Museo dell’Ara Pacis e avvolto dal bianco quasi accecante della struttura. La solennità del luogo rende perfettamente giustizia alla maestosità artistica di un cantautore immortale come Faber, per dirla alla Paolo Villaggio.
Un percorso multimediale in sei ambienti, magistralmente realizzato da Studio Azzurro, uno dei più importanti gruppi internazionali di video arte. Tutto ha inizio con il settore intitolato alla poetica.
Genova, l’amore, la guerra, la morte, l’anarchia, gli ultimi sono le tematiche raccontate, quasi magicamente, da alcuni schermi trasparenti allineati in prospettiva ottica.
Sarai rapito da un’atmosfera fatta di canzoni, parole, immagini. I testi ti avvolgeranno, rimbomberanno nelle tue orecchie, mentre con gli occhi scorrerai i manoscritti originali tutti intorno, le fotografie, i filmati d’attualità, le video-interviste.
Riproduzione pianta primo ambiente (clicca per ingrandire)
Il viaggio virtuale prosegue attraverso la sala della musica, una sorta di paese dei balocchi che racconta il percorso discografico di Fabrizio. Alcuni piccoli pannelli riproducono le copertine dei suoi dischi: il segreto è sceglierne uno e posizionarlo su appositi tavoli multimediali. Si attiveranno automaticamente alcune proiezioni con contributi di amici, di critici e dello stesso Faber.
Lo spettacolo raggiunge il culmine nel terzo ambiente: la sala dei personaggi. I protagonisti delle canzoni prendono vita nei tarocchi originali creati da Pepi Morgia per la scenografia della tournée de “Le nuvole”. Proprio accanto, della stessa dimensione e forma, troviamo quelli virtuali e, dulcis in fundo, due lavagne touch-screen. Chiunque potrà creare un tarocco personalizzato, scegliendo il suo personaggio preferito sulle note di una canzone. La creazione verrà proiettata in loop su una parete.
Seguiranno quindi le sezioni dedicate alla vita, ai video e ai documenti. La mostra riserva numerose sorprese, ma le anticipazioni possono bastare. Che dire? L’amico Faber avrebbe adorato tutto questo
«Benedetto Croce diceva che fino all'età dei diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono solo due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. E quindi io, precauzionalmente, preferisco definirmi un cantautore.»
(Fabrizio De André)



Commenti
Solo un piccolo appunto alla recensione, bene scritta,i tarocchi furono la scenografia dell\'ultimo tour nel \'98, quello per Anime Salve. Citazione
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