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Drovag, intervista non convenzionale

  • Scritto da Orazio
drovag
drovag - drovag

Drovag
è il progetto solista di Alessandro Vagnoni, uno dei musicisti più attivi e prolifici dell'underground musicale italiano, leader dei Bushi nonché attuale batterista di Ronin, The Breakbeast e Bologna Violenta.

Un vero e proprio 'one man band', ma dall'indole assolutamente sperimentale e non convenzionale, per un lavoro che miscela rock, synth pop, psichedelia ed elettronica.

Il suo secondo album in studio si intitola "Toxin" ed è uscito il 2 aprile per la label britannica All Will Be Well Records.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il diretto interessato. Buona lettura e felice approfondimento.


-Il tuo nuovo album “Toxin” in tre aggettivi
Introspettivo, malinconico, necessario (per me).

-Il brano del disco a cui sei più affezionato
All'inizio avrebbe dovuto comporsi di 9 brani ma al decimo (Her Last Meal, scritto con un gap di alcuni mesi) è legata la morte di mia madre, alla quale, appunto, avevo dato per mano mia il suo ultimo pasto.

-Come sei entrato in contatto con la label britannica All Will Be Well Records?
Ho conosciuto Stefano e Shan tramite i social e, tra un remix per il duo Bruno Muerte e un ritratto, alla fine ho proposto loro di far uscire il disco, visto che nessun'altra etichetta contattata aveva né risposto o fatto capire che ci potevano essere delle possibilità. Loro stampano anche 7 ed 8 pollici, cassette (tutto DIY e solo per i progetti che escono per loro). Sono molto contento della collaborazione e li ringrazio.

-Raccontaci della tua prima batteria
La mia prima batteria la comprai a 18 anni coi miei soldi e clandestinamente (ma suonavo da quando ne avevo 6), senza far sapere nulla ai miei. In famiglia non vedevano di buon occhio che pensassi alla musica e ho dovuto sempre trovare sistemi carbonari per poter fare le prove col mio primo gruppo, andare ad incidere demo ecc.. Questa batteria era una Pearl anni 70" in betulla, tenuta molto male, di cui ahimé non sono più in possesso.

-Un musicista italiano sottovalutato, secondo te
Se sottovalutato sta per "che non si incula nessuno nonostante sia un artista della madonna" beh.. non finirei più. Mi viene da citarti Nrec, al secolo Enrico Tiberi.

-Un artista internazionale con il quale ti piacerebbe collaborare, e perché
Tigran Hamasyan, anche se non sono in grado di stargli dietro. Però mi piacerebbe creare un terreno musicale comune e vedere cosa potrebbe venir fuori. Sossogni!

-Il tuo disco ‘pop’ e il tuo disco ‘heavy metal’ preferiti, e in che modo hanno influenzato il tuo modo di 'vedere' la musica
Domanda difficilissima. Più che altro perché il termine Pop è molto vago. Allora dico Songs From The Big Chair dei Tears For Fears: strutture a volte oblique, testi mai banali, melodie che ti si stampano in testa, maestria esecutiva, voci della madonna. Un disco Metal.. Chaosphere dei Meshuggah, per il richiamo alla ricorsività quasi da frattale delle loro composizioni, da cui ho sviluppato abilità ritmiche che ho poi usato per fare tutt'altro . Queste risposte si auto-distruggeranno una volta lette.

-Sei di Porto San Giorgio, east coast italiana, ma se potessi rinascere in un’altra epoca e in un’altra città, quali sceglieresti?
Mi sarebbe piaciuto vivere gli anni '70 da musicista, anche se non saprei dove. Ad ogni modo non sarei quello che sono ora, quindi no grazie.

-Se la tua vita fosse un film, chi sarebbe il regista?
Il regista sarebbe uno talentuoso che non trova finanziatori e quindi è costretto a girare in set scalcinati, con le luci sbagliate, due soli attori che fanno un po' tutti i personaggi e un grande lavoro di post-produzione per ovviare alle carenze economiche.

-Domanda conclusiva, non meno importante: sei un marchigiano doc, qual è il tuo piatto preferito?
Anche qui, ce ne sarebbero tanti. Abitando sulla costa magari ti direi: risotto agli scampi e fritturina di paranza.