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Interview: Gazebo Penguins

  • Scritto da Joshuapibody

gazebo penguins intervista Quattro chiacchere con i Gazebo Penguins, Capra, Sollo e Piter, novelli boscaioli del Post-hardcore. Da Correggio con la LEGNA, botta sonora per la prima volta in italiano, scaricabile gratuitamente su www.gazebopenguins.com. Buona lettura!

 

1- Iniziamo dal clip di “Troppo Facile” (uscito a luglio). Vogliamo sapere tutto: concetto (se non c’è, trovatelo !) chi l’ha realizzato e come, quanto vi è costato (visto che vi piace fare i conti) e soprattutto, mai pensato alla carriera da attori?

Capra: Allora. Il vidio voleva continuare la saga dei boscaioli che avevamo intrapreso prima dell’uscita di LEGNA. E forse sarà anche la chiusura di questa nostra parentesi boschiva. Quindi il soggetto doveva ruotare attorno al nostro essere boscaioli e il fare legna. Ci hanno aiutato alcuni amici, tra cui Stefano che ha ideato l’intreccio. Vuoi un concetto? Beccati questa manfrina: la violazione della natura comporta inevitabilmente delle ritorsioni (metaforizzate dal mostro). Alla fine però la musica vince (noi che cantiamo in “da la fazza” al mostro che ci viene addosso nel finale). Ma in realtà è tutta una farsa (noi che ci togliamo le ‘maschere’). Ok. Detta così fa cagare. Anche perché il concetto vero era che volevamo fare un video dove c’era un sacco da correre e dove si vedessero tantissime barbe finte tutto molto serrato + marshmallows. E, insomma, ci siamo riusciti. Il video l’ha realizzato Davide Labanti, che è un regista che ho conosciuto perché ha lavorato con alcuni attori miei amici, e quando gli abbiamo proposto il lavoro si è subito dato un sacco da fare. Il video è costato circa 1.100€, catering compreso. È una cifra irrisoria, pensando a quante persone ci hanno lavorato e per quanto tempo. Ma, come dicevamo, c’è stata di mezzo l’amicizia, e quindi i soldi non erano la priorità. Dopo questo video Sollo ha cominciato a fare centinaia di casting.

 

2- “Invasion”, “The Name is not the Named” e ora “LEGNA”. E' evidente che oltre alla lingua, anche il suono è cambiato. Come siete arrivati alla LEGNA sonora?

Capra: Quando parlavamo di come avrebbe dovuto suonare LEGNA, l’unica cosa di cui eravamo certi è che dovesse essere essenziale: senza cinquecentomila sovra incisioni o centinaia di strumenti che poi non avremmo mai usato dal vivo. Il suono di LEGNA è nato, prima di tutto, in sala prove, dove ogni cosa, per noi, prende il via. Poi è stato in studio con Francesco Burro Donadello che il tutto si è coagulato, come una crosta sul ginocchio, fino a diventare quel macigno catafratto che ne è uscito alla fine. E che ci ha gasato tantissimo.

 

3- Ciò che colpisce di più in LEGNA è l’estrema semplicità ed allo stesso tempo profondità dei testi. C’è un filo conduttore che li lega insieme? Se sì, quale?

Capra: I testi volevano essere semplici. Assolutamente immediati. Eppure non smaccatamente catalogabili al primo ascolto. Volevamo che fossero qualcosa di eminentemente rotondo, ma con delle smagliature. Come i chupa-chupa, come gli anelli che s’indossano da più di 10 anni, come le sculture di Brancusi, come gli ultimi due centimetri di matita. Se c’è un filo conduttore, credo sia una riflessione sul tempo. Non un compianto, e nemmeno la constatazione del passato che si accumula tipica dei quasi-trentenni. Una riflessione algida sul concetto di tempo. Che ora risulterebbe penosamente inameno star qui a spiegare, ma che, scorrendo i testi, credo emerga senza troppa fatica.

 

4- Il passaggio dall’inglese all’italiano ha interessato diverse band negli ultimi tempi, dai Fine Before You Came ai Death Of Anna Karina, passando per voi pinguini. L’italiano è diventato improvvisamente cool o è una questione di maggiore urgenza comunicativa?

Capra: Non ho mai sofferto di urgenza comunicativa. Credo che l’italiano si stia allargando perché regala maggiore soddisfazione in chi lo pratica. Se uno non trova soddisfazione nel cantare in italiano, e comunque canta in italiano, è un idiota. (Vale un po’ per tutte le cose della vita, probabilmente.) Dal nostro punto di vista, aver cantato in italiano ha sicuramente aperto la nostra musica a un sacco di persone in più. Non è che ci sia ben chiaro il motivo, però sicuramente la cosa ci ha confortato nella nostra scelta. Che, prima di tutto, era una scelta estetica. Avevamo alcuni pezzi che sbraitavamo in simil-inglese, e poi li abbiamo convertiti in italiano. Secondo noi quelle canzoni lì, le convertite, erano diventate più belle. E il bello ci ha convinto.

 

5- La vostra collaborazione con Jacopo dei FYBC sia nei testi sia nella grafica del disco avrà degli sviluppi futuri? Vedremo mai uno split GAZEBO PENGUINS / FINE BEFORE YOU CAME?

Capra: Gli split non sono più cool. Comunque sarebbe bellone. Ma non credo accadrà mai. Per il momento siamo riusciti a farci un concerto assieme ed è già un miracolo.

 

6- Trovo geniale la strategia di regalare il disco in ottimo formato audio, quanto ha pagato in vendite e promozione dello stesso?

Capra: La domanda è semplice, ma rivela un cuore capzioso. Per capire se la scelta abbia effettivamente pagato in vendite, avremmo dovuto far uscire due dischi: uno non-in-frì-daunlò, e l’altro in-frì-daunlò. E poi confrontare. Quel che possiamo dire, è che non ci era mai capitato in vita nostra di vedere la ressa al banchetto alla fine dei nostri concerti. E questa roba qua ci mette quasi in imbarazzo, ma sicuramente ci convince di aver creato qualcosa che ha un suo valore, e che quel valore è un valore condiviso.

 

7- Breve Biografia del gruppo: chi siete e per quale insano motivo avete deciso di mettere su una band?

Capra: Abbiamo messo su una band perché il nostro sogno era vedere la ressa al nostro banchetto dopo i concerti.

 

8- Non vi siete stufati delle domande su Ligabue o Vasco Rossi? Com’è fare Post –hardcore nella terra dei dinosauri del Rock?

Capra: Vuoi la verità? Stiamo pianificando il prossimo video con il Liga come attore.

 

9-Fateci un po’ di nomi. Quali sono oggi in Italia le band che come voi hanno la botta?

Capra: Parliamo esclusivamente di botta. Secondo me non possono mancare: The Death Of Anna Karina, Nurse Nurse Nurse, Lucertulas, Putiferio, Afraid! (se suonassero), Laser Geyser, Ornaments, Thunder Bomber, Monsieur Gustavo Biscotti. Chiedo venia a tutti quelli dimenticati.

 

10- Per chiudere, qualche indiscrezione sul tour dopo l’estate, dateci un po’ di date!

Capra: Siamo in piena pianificazione! E se ne aggiungono da un giorno all’altro. Parliamo per regioni: in settembre passeremo in Veneto, Lombardia e Emilia-Romagna. In ottobre nelle Marche. Alcune di queste date saranno fighissime. Le altre lo saranno di più. Le più vicine sono il 13 agosto a Pescara e il 14 agosto a Varazze. State sereni e aggiornati su: www.gazebopenguins.com e www.facebook.com/gazebopenguins