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Interview: HAVAH

havah Havah è Michele Camorani, batterista dei Raein e La Quiete impegnato in un vortice di tristezza e distorsioni post-punk.

Due dischi uno piu LO-FI dell'altro e ora “Settimana”, tunnel sonoro senza via d'uscita. Quattro chiacchere sul concetto di tempo, disco e progetti futuri. Buona lettura!

 

1. Partiamo dal principio, che cos'è Havah per Michele Camorani?

Havah è la "mia cosa". Ho sempre avuto una certa urgenza nel chiudere i pezzi il prima possibile in tutti i miei gruppi, senza tornarci troppo sopra. Con Havah questo aspetto diventa patologico. Un "buona la prima" compositivo che anche in studio ha rasentato l'improvvisazione. La cosa con le sonorità meno hardcore che abbia mai fatto ma al contempo con gli intenti più punk, nella sua concezione primordiale. I don't care.

 

2. “Settimana “ è un concentrato insidioso di post punk, shoegaze e sentore gotico. Parlaci della genesi del disco.

La genesi di questo disco si differenzia sostanzialmente dagli altri per un fatto: leggendo i testi di un disco dei Verme appena uscito (agosto 2010), chiamai Jacopo (Fine Before You Came) per dirgli che mi piaceva molto come scriveva. Sicuramente gliel'avevo detto altre volte, ma siccome sono 12 anni che siamo amici e 11 anni che ci chiediamo "perchè non facciamo qualcosa insieme" quel giorno decisi "oh facciamo qualcosa insieme". Jacopo è sempre stato piuttosto carico per Havah, nel giro di poco mi ha mandato 2 testi intitolati venerdì e sabato.

"grande! ora bisogna fare gli altri 5", "ah facciamo la settimana?" "massì dai". Poi mi son preso bene anch'io all'idea di scrivere testi in italiano ed abbiamo lavorato a 4 mani. Da lì la modalità è stata la stessa delle altre mie cose precedenti: mi metto in salotto, apro il computer e nel giro di un paio d'ore finisco un pezzo. E' stato Jacopo a pomparmi per ri-registrare il tutto di modo che si capisse "un pò meglio" quel che faccio, e visto che questo era in italiano, che almeno si capisse un attimo quel che dicono le canzoni... che era un pò un aspetto peculiare di Havah, un po' l'inglese un po' i mille effetti sulla voce, un po' le registrazioni cessofoniche mi permettevano di dire cose truci e far testi tremendi senza che nessuno se ne accorgesse.

Quindi, una prima versione di "Settimana" era già stata fatta tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, mi ci è voluto un po' per trovar tempo e coraggio di entrare in studio da solo. Per quanto riguarda gli intenti musicali a livello di genere son sempre gli stessi, basta sentire la prima versione di "Settimana" per rendersene conto.

 

3. Il concetto di tempo e della sua ineluttabilità sembra essere il fondamento sul quale si basa il disco. E' cosi ? Parlacene.

Sì l'idea era quella di mettere un riferimento al tempo e allo stato d'animo che i determinati giorni possono trasmettere. Ed è stato così, a parte per "Giovedì" che è stata totalmente improvvisata in studio. Mi rendo conto che si prende in esame l'aspetto un po' più negativo delle giornate. Questo non era voluto, è capitato.

 

4. ”Settimana “ rappresenta un salto stilistico non indifferente rispetto ai tuoi precedenti lavori, a partire dall'italiano fino ad una maggiore messa a fuoco di certe influenze sonore. Cosa volevi ottenere rispetto al passato e soprattutto ci sei riuscito?

Non volevo e non voglio ottenere nulla, e lo dico con grande tranquillità. Penso che il 90% della differenza con le due cose precedenti sia il tipo di registrazione e ovviamente la lingua. Non ho mai pensato che Havah potesse (e possa) andare da nessuna parte, ci metto troppo poco impegno, forse è per questo che mi diverte così tanto.

 

5. L'Artwork del disco raffigura un incidente stradale. Come si lega al concept di “Settimana”?

A registrazioni finite mi è sembrato di aver fatto una cosa un po' "troppo pop" per i miei canoni, volevo un'immagine un po' disturbante e sgradevole, ma alla fine penso che rappresenti anche abbastanza l'umore di tutto il disco: non c'è futuro.

 

6. Un brano e una parola per descriverlo:

“Lunedì”: Lagna

“Martedì”: Carica

“Mercoledì”: Emilia

“Giovedì”: Preferita

“Venerdì” : Figlia

“Sabato “: Festa

“Domenica “: Morte

 

7- Dietro le pelli con i La Quiete e i Raein, ora Havah. Parlaci della tua evoluzione musicale: come è nata e dove vuole arrivare.

Ci tengo a ribadire che non vuole arrivare proprio da nessuna parte. Così come i Raein e La Quiete iniziarono e vanno avanti perchè ci diverte e ci appassiona così è Havah, solo che qui si evitano i casini per far le prove e decidere le cose insieme democraticamente.

 

8- Un occhio al calendario: data d'uscita del disco fisico e tour imminenti.

Il disco uscirà in vinile per Legno e in cd per To Lose la Track: a Giugno entrambe le versioni se tutto va come deve. Di proposte di date in ballo ne ho una montagna, che chiaramente non riuscirò ad affrontare. Ad Agosto vado in tour in Uk coi Chambers però.

(13/05/2012)