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Interview: Soviet Soviet

  • Scritto da Orazio Martino

Soviet Soviet intervista  Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i pesaresi Soviet Soviet, dalla riviera adriatica al palcoscenico internazionale. La riposta la trovate nel loro ultimo album, l'incredibile "Summer, Jesus", uscito a Giugno per Tannen Records. Buona lettura.

 

1. Avete un importante seguito all'estero, nei paesi dell'est il vostro nome è sulla bocca di tutti. Che differenza intercorre tra il pubblico italiano e quello rumeno, bulgaro o ucraino, a livello di emozioni, coinvolgimento e stati d'animo?

E' una differenza legata al comportamento, all'approccio verso il live, al modo in cui le persone vivono questa dimensione. Per quello che abbiamo visto all'est (come del resto fuori dall' Italia) la situazione è diversa. C'è un modo diverso di interagire con il gruppo a livello di feedback...proprio a livello fisico. Vedi persone ballare, saltare...venire "prese" dalla musica. Anche a fine live è molto più facile passare del tempo parlando del concerto con gli spettatori...è un continuo confronto ed è bello quando accade. In Italia la situazione è più statica o meglio c'è un approccio diverso al live.

 

2. Dal vivo siete una macchina da guerra! La vostra è attitudine punk senza mezzi termini: concentrazione, litri d'acqua, rabbia, sudore; l'esatto opposto delle pose statiche e l'insofferenza esistenziale che contraddistingue la stragrande maggioranza delle wave band passate e presenti. Dal vivo instaurate un rapporto di sinergia con chi vi viene ad ascoltare, catturando e prendendo. Quanto è importante il supporto dei fan per una band come i Soviet Soviet?

E' vitale. Suonare e vedere le persone ballare, sbattersi e divertirsi, ci dà una carica immensa. E' la prova concreta che quello che facciamo arriva nell'immediato e viene vissuto. A prescindere dalla reazione del pubblico ci impegniamo a dare il meglio sul palco però è indiscutibile che suonare di fronte a persone che ballano e si divertono è tutta un'altra cosa.

 

3. Raccontateci la gag più allucinante direttamente da una delle vostre trasferte fuori dall'Italia.

Oddio ce ne sono stati molti di momenti divertenti... A Sofia (Bulgaria) dopo il concerto siamo stati ospiti presso la casa di una ragazza appartenente al gruppo che suonava prima di noi. Dopo una cena notturna molto pesante siamo andati a casa sua e ci siamo ritrovati a dormire in mansarda tra mille oggetti stipati in ogni angolo. Con noi, nello stesso piano, c'era anche il padre di questa ragazza con alcuni amici che brindavano e cantavano. Ettolitri di vino e canti infiniti mentre noi cercavamo di dormire (la mattina seguente saremmo dovuti partire presto per il live, seguente). E' stata un'esperienza allucinante perchè non riuscimmo a chiudere occhio e alle 5.30 del mattino assistemmo a una scena epica: il padre della ragazza (poi soprannominato da noi Shamano 2.0 perchè aveva i lunghi capelli grigi legati con un cavo usb) iniziò a cantare a squarciagola un inno al sole. Mezz'ora di urla e gorgeggi nel silenzio del mattino...il risultato fu che andammo via da quella casa alle 7 senza aver chiuso occhio mentre lo Shamano ci offriva bicchieri di vino come colazione...è stato tutto molto assurdo ma divertente.

 

4. Su disco, ma anche dal vivo, il basso è il cuore pulsante del vostro sound, con chitarra e batteria pronte ad attaccare sulle fasce. A livello squisitamente struttuale, come nasce una canzone dei Soviet Soviet?

Le nostre canzoni nascono spesso dai giri di basso che Andrea porta in sala prove...non è sempre così ma è successo molte volte. Poi in modo molto istintivo suoniamo insieme e vediamo cosa nasce...non ci diamo limiti, suoniamo semplicemente insieme. Proviamo e riproviamo finchè il pezzo non inizia a piacerci.

 

5. Due parole sulla cosiddetta "Scena Pesarese". Come sta reagendo la città e quali sono, secondo voi, le band degne di maggiore attenzione?

La città di Pesaro ospita molte band interessanti e valide..possiamo citare i Be Forest con cui abbiamo diviso il palco numerose volte, possiamo citare i Brothers in Law, Death In Plains e molte altri. E' una città ricca di band molto interessanti ma nello stesso tempo il rapporto tra gruppi e pubblico che apprezza e viene ai live è quasi inesistente. E' una situazione molto strana.

 

6. Domanda sul Waves Studio di Paolo Rossi. Come siete entrati in contatto con il noto assemblatore di suoni pesarese?

Paolo ha curato tutti i nostri lavori...dal primo ep autoprodotto a "Summer, Jesus" uscito per la Tannen Records. E' un nostro amico ed è sempre bello lavorare con lui. E' una persona molto preparata ed umile nello stesso tempo. Ascolta le nostre richieste e cerca di capire le nostre esigenze a livello musicale. E' un ottimo fonico, è venuto con noi durante il tour nell' Europa dell'est ed è un grande amico.

 

7. "Summer, Jesus" sta ottendendo parecchi consensi in giro per il globo. Che progetti avete per il futuro?

Per il futuro? Stiamo lavorando sulla creazione di pezzi nuovi e stiamo fissando live per il periodo invernale. Il nostro desiderio è quello di suonare il più possibile e di far conoscere la nostra musica.

 

Grazie ragazzi, che il futuro sia con voi

Grazie a te :)