Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Umberto Palazzo, uomo e musicista dalle mille storie e dai mille progetti: un disco solista, una virata tex-mex, parecchia voglia di mettersi in gioco. Ne viene fuori un profilo quasi perfetto...
. Molti appassionati si stanno chiedendo: "ma quando uscirà 'sto benedetto disco solista di Umberto Palazzo? Hai già in mente la tattica per promuoverlo?
Dovrebbe uscire ufficialmente a settembre. Incrociamo le dita. Per quanto riguarda la tattica, per la prima volta in vita mia avrò un ufficio stampa.
2. Umberto Palazzo, El Santo Nada, il Santo Niente, Zippo, Keep Out, Death Mantra For Lazarus, Sandra Ippoliti, Glitterball, Matinée... Si può parlare di scena pescarese? E se sì, è Seattle style o frutto di semplici casualità?
Negli ultimi dieci anni a Pescara ha offerto qualche possibilità di crescita ai gruppi di base e quelli validi non si sono fatti pregare e ne hanno approfittato. Niente di incredibile, ma il minimo indispensabile che manca in quasi tutte le città italiane, cioè parecchi locali dove suonare, una stampa locale capace di amplificare quello che viene creato sul territorio, sale di registrazione, relazioni col resto del mondo piuttosto moderne, capacità di networking e piccolissime etichette discografiche. In effetti ci sono alcuni operatori del settore con una mentalità molto "americana" se vuoi, ma il contesto è comunque piuttosto refrattario all'innovazione. Ci sono grosse fratture fra chi cerca d'innovare e chi fa resistenza. Mi sembra che non tutti capiscano chi vuole spingersi in avanti e chi vuole semplicemente che non succeda nulla.
3. Attualmente, a Pescara ci sono parecchi locali che investono sulla musica dal vivo. Se nelle Marche c'erano sette persone a vedere Alessandro Fiori, come reagisce il pubblico della tua città?
All'ultimo concerto del Santo Niente, la settimana scorsa, c'erano duecentocinquanta persone. Un risultato ottimo che non mi aspettavo neanche io. Ma spesso, come promoter e come fan, mi capita di rimanere deluso perché non c'è quasi nessuno a concerti che io reputo bellissimi e che sono gratis.
4. Sbaglio o una volta mi accennasti un'esibizione degli A Certain Ratio dalle tue parti?
Suonarono a Pescara alle Naiadi, ma la fase magica di "Too each..." era già finita, anche se da poco. Non fu un bel concerto, mentre fu splendido il concerto dei Polyrock, il più bel concerto che abbia visto in Abruzzo negli anni ottanta. Esaltanti.
5. E' l'attività live l'ancora di salvezza della nuova musica italiana?
Ovviamente sì. Tutto sommato la musica registrata esiste da meno di cento anni, quella suonata dal vivo è vecchia quanto l'uomo.
6. Qual è il tuo rapporto con la musica digitale? Sei di quelli che piangono sui vecchi 33 giri oppure hai lo sguardo lucido e proiettato già verso il futuro?
Amo il vinile (e ho pure qualche 78 giri e un grammofono, a dirla tutta), ma non soffro di nostalgia. Che brutta cosa la nostalgia: ti fa diventare vecchio nel giro di una settimana. E' scontato che l'industria discografica sia morta, anche se si fa finta che esista ancora. Vorrei far notare, a chi pensa ancora che si possa tornare indietro o solo arrestare il declino, che nei supermercati non ci sono più i lettori di Cd. Come merce di massa il disco non esiste più. Rimane come oggetto di collezione e come supporto per consumatori che non sono ancora riusciti a superare il digital divide, quindi a livello di produzione di massa passano solo prodotti di scarso livello. La musica dellemajor sarà sempre più brutta e venderà sempre meno. Quella indipendente finirà per essere maggioritaria su una macroscala, ma talmente polverizzata da non fare economia nei singoli casi. E finirà anche l'mp3, che sarà presto sostituito dal cosiddetto "celestial jukebox" (playlist on demand istantanee da ascoltare su smart phones e simili).
7. C'è un altra cosa che mi incuriosisce: acquisti per caso compact disc?
Certo e anche vinile. Devolvo sempre una parte del mio budget all'acquisto di musica. Sono un collezionista e un dj. Acquisto anche su iTunes e Beatport.
8. Passiamo alle domande curiose: c'è un artista internazionale con il quale ti piacerebbe colaborare?
Gli Zen Circus lo hanno fatto con Brian Ritchie, i Numero 6 con Bonnie Prince Billy, i Julie's Haircut con Sonic Boom degli Spacemen 3. Umberto Palazzo invece? Sognare è gratis, quindi Ennio Morricone.
9. Com'è insegnare Storia della Popular Music al conservatorio? Svelaci qualche particolare.
Ho insegnato per due anni. Quest'anno purtroppo sono stato battuto da un altro candidato. Una splendida esperienza, comunque. E' divertente confrontarsi con musicisti preparatissimi dal punto di vista tecnico, ma che non sanno quasi nulla della storia di quello che suonano. Io non sono molto preparato tecnicamente e alla fine imparo anch'io un sacco di cose. Insegnare mi piace moltissimo, il trucco per farlo bene è divertirsi e non dimenticarsi mai che è una grande occasione per imparare. Il miglior esempio che possa dare un insegnante è dimostrare che abbia voglia per primo di studiare, d'imparare e di migliorarsi.
10. Stai facendo ballare parecchia gente in giro per l'Italia, a dimostrazione che la musica si può anche "mettere" oltre che suonare. Quanto è importante un DJ set prima o dopo un concerto?
Io sono il tipo a cui piacciono le feste e a cui dispiace sempre andare a casa dopo un concerto, quindi mi sono ritagliato un ruolo che mi permettesse di continuare il party. Il dj set dopo il concerto aiuta enormemente la musica dal vivo, perché è assai più redditizio del live e permette a molti locali di far suonare artisti che non si potrebbero permettere, se dovessero basarsi solo sulle consumazioni di chi va a vedere il concerto. Pochi musicisti però sembrano rendersi conto che il dj set dopo il loro concerto sia la cosa che in realtà li finanzia e molti di loro odiano la gente che va a a ballare.
11. E di questo tributo al Santo Niente previsto per primavera cosa sai dirci?
Che è un grande onore. Che uscirà per la Disco dada di Bologna. Che è stato ideato e coordinato da Marco Gargiulo di Music Mag. Che sto aspettando che i pezzi siano pronti per ascoltarli tutti insieme. Dovrebbero essere una ventina. Ps: Conservi ancora la mitica t-shirt degli Snapcase? Certo. Era diventata una specie di porta fortuna e l'ho usata in un sacco di concerti negli anni 90. E' sempre nel mio armadio, anche se non la indosso più.






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