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Interviste: Enrico Lombardi

  • Scritto da Gli Osservatori Esterni
enrico lombardi
enrico lombardi - enrico lombardi
Quattro chiacchiere con il cantautore abruzzese Enrico Lombardi, che ha da poco rilasciato il suo nuovo singolo/videoclip "Marta Meraviglia", prodotto dalla label indipendente Kutmusic.

Il suo mood compositivo spazia tra l’intimità della chitarra acustica e il folk morbido, passando poi a suoni elettrici rock e persino atmosfere cupe, senza però rinunciare alle contaminazioni sonore e di genere. Le sue principali influenze musicali sono: Lucio Dalla, Lucio Battisti, Luigi Tenco, Piers Faccini, Led Zeppelin.
Buona lettura e felice approfondimento.

- Ciao Enrico, raccontaci il tuo percorso musicale che ti ha portato fino alla pubblicazione del nuovo singolo “Marta Meraviglia”
Ciao a voi e grazie per l’interesse, la mia scrittura cantautorale negli ultimi anni si è mossa prevalentemente su territori acustici, intimi, basati principalmente sulla chitarra, strumento che suono e con cui compongo. Nel futuro prossimo ho voglia di essere elettrico, sicuramente con sonorità più rock (da qui anche l’eccezione della cover di “Vita” di Dalla e Morandi, che ho pubblicato a febbraio 2021), però posso dire che finora i miei singoli pubblicati vanno verso una direzione intima, acustica, che sento mia allo stesso modo.

- Com’è nata la collaborazione con la storica etichetta indipendente pescarese Kutmusic?
L’ho cercata io, Nicola Battista di Kutmusic frequentava lo stesso studio di registrazione dove ero solito provare e registrare, ci siamo quindi incrociati professionalmente e poi mi hanno parlato bene del rapporto che Nicola crea con gli artisti, e che oggi posso sicuramente confermare. Il caso poi ha voluto che, quando ho comprato casa con mia moglie, sono andato a vivere nel suo stesso palazzo: pensa che sorpresa leggere al citofono “Kutmusic” dopo aver già firmato il contratto di edizione.

- Quali sono i tuoi cantautori italiani di riferimento? Vecchi e nuovi.
Dalla, Battisti, Tenco, Graziani. Però va detto che i miei anni novanta li ho vissuti con Silvestri, Fabi, Consoli. Per il nuovo cantautorato mi piace ascoltare e fare riferimento a Cosmo, Fulminacci, Colapesce & Dimartino.

- Nei tuoi brani notiamo una cura maniacale per gli arrangiamenti, che rimandano alla raffinatezza di alcuni songwriter americani contemporanei. Raccontaci ad esempio come si è sviluppato l’arrangiamento di “Marta Meraviglia”
Il vostro è un bellissimo complimento che, nel caso del mio ultimo singolo “Marta meraviglia” (e poi anche del mio primo singolo, “Marilyn”) sento di condividere con il mio produttore Stefano Campetta (http://www.stefanocampetta.it/). Tra i miei ascolti preferiti cito spesso Riley Walker, Piers Faccini, Gotye (in realtà solo il primo è americano, ma è innegabile nel songwriting un filo conduttore comune tra i tre, ognuno con le proprie peculiarità) e credo che il loro approccio creativo, acustico e in molti casi intimo abbia influenzato profondamente la mia ricerca artistica degli ultimi quattro anni. L’arrangiamento di “Marta meraviglia” nasce dall’esigenza di rendere il brano intimo, prossimo all’ascoltatore, coerente innanzitutto con il suo messaggio d’amore nel testo, scorrevole per naturalezza, ma anche onirico nelle atmosfere. Da qui l’uso degli effetti sulla voce, la scelta della lap steel a creare atmosfere sognanti, l’arrangiamento scarno e diretto per mantenere un senso di prossimità, di semplicità. Il merito va inoltre, non dimentichiamocelo, ai musicisti che hanno collaborato alla registrazione: Andrea Giovannoli alla batteria, Fabrizio Crecchio al Basso, Luca Mongia alla lap steel, lo stesso Stefano Campetta al piano elettrico Fender Rhodes.

- Il giro di chitarra che ti ha cambiato la vita
 A 14 anni, “About a girl” dei Nirvana. Mi ha aperto gli occhi alla semplicità (o meglio, alla ricerca della semplicità), prima di allora mi abbandonavo nel trionfalismo dei Queen.

- Cosa stai ascoltando di bello in questo periodo?
In questi ultimi mesi sono andato in fissa per due gruppi australiani, The Teskey Brothers e gli Ocean Alley. Il primo gruppo riproduce le sonorità soul di Otis Redding e Wilson Pickett, quindi certo nessuna novità musicale, però lo fanno con il cuore, lo fanno davvero alla grande e questa cosa mi arriva tantissimo, mi ha fatto innamorare di loro. Gli Ocean Alley sono invece più moderni, mi piace pensarli a una via di mezzo tra i Tame Impala e i Red Hot Chili Peppers. Di italiano sto ascoltando Cosmo, Fulminacci, Colapesce & Di Martino, tre artisti che meritano davvero tanta visibilità in Italia.

- Com’è la vita culturale nella tua Pescara in questo momento. È una città viva?
Adoro Pescara per tante cose, principalmente per la sua posizione geografica, per il clima, per l’accesso al mare e la montagna, per il costo della vita. Mi piace viverci. Ma a livello creativo credo sia stato fatto davvero poco negli ultimi dieci anni, ma anche venti, o comunque credo ci sia molto, molto di più da fare. Una positiva inversione di marcia era arrivata dalla guida dell’Assessore Giovanni Di Iacovo alla Cultura nella precedente amministrazione, ma purtroppo è durato poco. Manca una regia politica stabile e lungimirante nella cultura, capace di darsi un master plan almeno per i prossimi dieci anni, in grado di creare un festival musicale rappresentativo del territorio, in grado di essere un’occasione di vetrina per gli artisti nazionali e internazionali (e quindi per tutto l’indotto turistico cittadino), sulla scia del Siren Festival di Vasto (CH). Invece finora Pescara non ha ancora un teatro degno di nota per la programmazione nazionale, si fa ostruzionismo amministrativo alle poche iniziative culturali in ambito musicale (Indie Rocket Festival), e noi pescaresi certo non brilliamo per capacità di rete in ambito culturale e musicale. Il fervore culturale c’è, ma fatica molto ad emergere.

- Chiudiamo con la domanda più classica: progetti per il futuro?
Ad autunno uscirà un mio nuovo singolo, vi anticipo il titolo: “Persi nel tempo”. È un mio brano inedito di qualche anno fa che sta prendendo una forma nuova che mi piace molto. E poi, poi c’è il mio album in cantiere, su cui sto lavorando con il produttore Stefano Campetta e che conterrà dieci nuove canzoni inedite. Ma è un lavoro lungo che non stiamo forzando creativamente, per non cadere in scelte di cui poi magari potremmo pentirci, e perché poi la qualità che cerchiamo ha bisogno del suo tempo di decantazione.. Stiamo lavorando perché esca nella primavera 2022. Però vi prometto che sarà una bomba.