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Interviste: Zi-CKA in the Head

  • Scritto da Gli Osservatori Esterni
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Quattro chiacchiere con Gennaro ‘Zio’ Sica aka Zi-CKA in the Head, pruducer campano da trapiantato in UK.

Il suo nuovo album in studio si intitola “Habit & Changes pt. 01” ed è uscito il 25 giugno per la label britannica Warning Drop, su compact disc, streaming e digital download.

Nel suo sound confluiscono influenze musicali e culturali che arrivano da diverse parti del mondo: il trip hop dei Massive Attack, I’Italian Sound di Almamegretta e Casino Royale, la Giamaica dub di King Jammy e Lee Scratch Perry... e tanto altro.

Buona lettura e felice approfondimento.


1. Ciao Gennaro, descrivici il tuo nuovo album con 3 aggettivi
Ciao Osservatori!
3 aggettivi: ipnotico, trasversale e romantico

2. Sei passato dall’underground campano a quello londinese, e da qualche anno ti sei trasferito a Brixton. Com’è la vita nel sottobosco musicale britannico in questo momento storico? 
Guarda anche se Londra è una città gigante, il suo underground in termini di dinamiche non e’ molto diverso dal nostro in Campania. Ovviamente l’esposizione che ti può dare è piu’ grande sopprattutto se ti esibisci dal vivo considerando la miriade di venue e club che si trovano qui insieme con gran parte dell'industria musicale . La mancanza delle live perfomance  non è stata possibile per la pandemia e quindi c'è voluta molta inventiva e molta pazienza per continuare a spingere usando le piattaforme digitali e i social (vedi un po’ tutti live stream che ci sono stati). Di sicuro “lo stare fermi” è stato anche l’opportunità per creare nuove cose è in questo la produzione di robe buone non si è fermata, ma questo penso che sia accaduto un po' ovunque!

3. Parlaci del tuo vero lavoro e spiegaci se in qualche modo è connesso o ispira il tuo modo di fare musica.
Diciamo che il mio lavoro ha a che fare con l’ingegneria acustica, sfortunamente non quelle delle sale da concerto ma quella legata all’infrastruttura (cioè rumore e vibrazioni da ferrovie). Il mio background accademico (in geofisica prima e in acustica ambientale poi) è sempre stato legato all’acquisizione e il processo dei segnali acustici (dai terremoti alle vibrazioni e rumori creati dall’uomo, anche dette attivitàantropiche) ma anche a come le persone sono esposte a questi segnali/attività perche’ ovviamente troppo rumore o vibrazioni non è una cosa buona.
Quindi molta delle conoscenza acquisita e che continuo ad assorbire in questo si riversa in un modo o nell’altro nella musica che faccio... specialmente nel modo in cui “smanaccio” campioni sonori e nella mia ossessione per le basse frequenze!!
 
4. Il tuo album è pieno zeppo di featuring. Come hai fatto a ‘radunare’ più di 10 special guest in un periodo difficile come questo che stiamo vivendo?
L’album ha avuto una gestione molto lunga... e diciamo che c'è voluto molto di più di una pandemia per radunare tutte le guest che ci sono in “Habit and Changes Pt.01”! Considerando che il disco è stato messo insieme da me tra Belfast, Manchester e Brixton con un sessioni di mixing con il mio compare Nrec tra Civitanova Marche, Brixton e Berlino mentre gran parte delle mie guest vivono a Salerno... Diciamo che c'è voluta molta pazienza ed un bel po' di sessioni di registrazioni per collezionare tutti i contributi.

5. Il giro di basso che ti ha cambiato la vita
Non e’ facile. Di sicuro non posso scordare la prima volta che ho sentito “Under Pressure” o “Another One Bites the Dust” dei Queen però la prominenza del basso e la sua fisicità l’ho capita per la prima volta da Neil Perch (produttore/dub master degli Zion Train) suonando “War inna Babylon” sul suo sound gigante “Abassi High Power” in una session a Salerno.

6. Parlaci della label che ha prodotto il disco, la neonata Warning Drop
Warning Drop nasce dalla mia esigenza di divulgare quello che io e un bel po' di miei amici chiamamo da un bel po' di tempo Beattoni (o Bittoni): produzioni dove sia il Beat e il Basso sono molto prominenti. Diciamo che è una label appena nata orientata alla Bass Music in tutte le sue sfumature quindi Stay tuned and segui Warning Drop su Bandcamp!

7.Un artista (o band) internazionale  con il quale partiresti volentieri in tournée
Direi The Bug. Il suono modo di mischiare bassi, heavy beat e distorsioni non è di questo mondo.

8. Da tanti anni ormai ti occupi anche di radio, con un’interessantissima trasmissione denominata AsseZeta. Come reputi l’avvento e il dilagare delle web radio in questi ultimi anni?
Asse Zeta nasce un bel po' di tempo fa come una trasmissione per una radio analogica pirata della mia città natale, Salerno, chiamata “Radio Asilo”. Essendo partito con questa esperienza di sicuro ti posso dire che il web ha reso molto più facile la creazioni di canali dove è possible ascoltare o parlare di musica (tra le tante cose) che è una cosa buona. L’avvento dei social ha reso questo processo ancora più semplice, più veloce e  più immediato tant’è che qualsiasi individuo adesso può fare “la radio”. Ultimamente piattaforme come YouTube, Facebook ma anche Twitch applicano un sacco di restrizioni dovute al copyright che se da una parte ti limitano da un’ altra ti spronano a trovare nuovi modi per continuare a divulgare le tue passioni. Diciamo che è sempre la stessa storia che si ripete... ma con diverse tecnologie, l’unica cosa importante è che se è una cosa a cui a tieni... trovi sempre un modo per veicolarla.    

9. Il tuo ultimo concerto visto
L’ ultimo concerto è stato a questo evento chiamato Beat Horizon a Brixton Accademy il 18 Gennaio 2020... praticamente un paio di mesi prima del primo lockdown. C’erano diversi artisti all’evento ma di sicuro Sampa The Great, rapper sud africana della label Ninja Tune, è quella che mi impressionò di più per le sue rime e la sua enorme presenza scenica.

10. Cucine a confronto: il tuo piatto italiano preferito e quello britannico.
Non penso che siano cucine che si possano confrontare perché i due paesi o popoli hanno un approccio molto differente al cibo anche se in questi ultimi 20 anni gli inglesi (ma non tutti) sono un po’ più “conscious” per quello che mangiano. Però se ti devo dire la mia...
Piatto Italiano le lagane e ceci (belle azzecate) cucinate dalla mia mamma.
Piatto Britannico direi il Sunday Roast con un sacco di verdure e ovviamente immerso in litri di Gravy cucinato in un pub “super local” del Nord dell’Inghilterra.