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Nobraino: "No USA! No UK!"

  • Scritto da Enrico Tallarini

NOBRAINO“Ho messo le ruote a mia nonna, ora è un carrello”

"Esce oggi in nessun negozio di dischi NO USA! NO UK! il nuovo disco dei Nobraino.”. Con queste parole la band romagnola presenta la non uscita del suo terzo album. La voglia di sfottere le logiche di mercato c’è ancora, e dopo “The Best Of” e “Live al Vidia Club” ecco il nuovo, delirante capitolo della saga Nobraino.

Il disco è prodotto da Giorgio Canali (ex CCCP e C.S.I.), un uomo che più che un uomo è una garanzia. Canali i talenti li fiuta da lontano e ha la capacità di tramutare in oro ogni cosa che tocca, com’è accaduto (solo per fare due nomi) coi Verdena alla fine degli anni Novanta e con Le Luci Della Centrale Elettrica un paio di anni fa. Ma veniamo a "NO USA! NO UK!", che è un bel disco, ben suonato, fresco, godibile. Se non fosse per qualche caduta di stile farebbe gridare al miracolo. Immaginatevi di scalare la punta del K2 e una volta in cima scendere subito giù perché dovete cagare. La sensazione che si ha ascoltando il disco è più o meno questa; ma parliamoci chiaro, in quanto a capacità compositiva e originalità siamo ben sopra la media. Troppi alti e bassi, (più gli alti dei bassi), forse troppe le canzoni, 13, che rendono il lavoro confuso e altalenante. Ma ripeto, di classe in questo "NO USA! NO UK!" ce n’è fin troppa, ma va affinata, soprattutto alla luce delle altissime potenzialità del gruppo.

Il trittico iniziale “Grand Hotel”/“Narcisisti Misti”/ “La Giacca di Ernesto” non lo schiodi dalla testa neanche sotto tortura, e lo si canticchia che è un piacere. “Bifolco” rasenta la perfezione, delicata, eterea, dolcissima. Se fosse firmata, che ne so, da un Paolo Conte o da un Ivano Fossati, sarebbe già storia. “Troppo romantica” è di uno struggente che fa male, lo stesso male che la protagonista punta a scacciare “stringendosi un gran nodo sul collo”. Ma è la “Ballata Stocastica”, posta in chiusura, a rappresentare il momento più alto. Una chiusura col botto, con la partecipazione di Canali alla voce. Sospesa, pesante, e cantata volutamente al limite dell’intonazione, la “Ballata Stocastica” è una miccia pronta ad esplodere. Talmente tesa che da sola vale il disco. Disco che si fatica a togliere dallo stereo (sempre che ne abbiate ancora uno) e che si memorizza al primo ascolto, grazie a testi di indiscutibile sarcasmo e genialità. E se vi ritrovate a cantare: ”Se il narcisismo fosse un handicap qui tutti avrebbero il parcheggio assicurato anche in città”, non preoccupatevi, la Nobrainite è sì contagiosa, ma alleggerisce l’esistenza.

Voto: 7

 

Info:

MarteLabel, 2010

Rock, Folk, Indie


Tracklist

01. Grand Hotel

02. Narcisisti misti

03. La giacca di Ernesto

04. Titti di più

05. Western bossa

06. Bifolco

07. L’onesta monarchia di Luigi Filippo Jore

08. Succhiamiilcuore

09. Chi me l’ha fatto fare

10. In ogni caserma

11. Troppo romantica

12. La signora Guardalmar

13. Ballata stocastica