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Altro @ Fano (PU), 31 Agosto 2012

altro Se mai lascerò la “galera vista mare” del nord delle Marche, quello che mi mancherà è il treno notturno sulla spiaggia. Appena sceso dalla macchina, la visione dei vagoni vuoti e quel rumore sferragliante mi ha fatto pensare agli Altro, che di Pesaro e di questa riviera senza nome sono per me l'ideale colonna sonora.

Doveva essere una serata all'aperto nel vicinissimo Bagnacciuga, invece il maltempo ha deciso lo spostamento al Dylan di Fossosejore (tra Fano e Pesaro), scelta azzecata perché un concerto di Baronciani e compagni esige posti chiusi, dove il sudore sgorga copioso e l'atmosfera si fa irrespirabile. Oltre all'umidità e all'odore di salsedine, nell'aria si percepisce la tensione delle grandi occasioni: in particolare la presentazione di “Primavera”, terzo 7 pollici stagionale per la band pesarese.

Più che un concerto, la celebrazione di un suono e di un'attitudine da tenere stretti e da custodire come il migliore dei segreti possibili. Che poi gli Altro un segreto non lo sono mai stato, il pubblico numeroso ed impaziente è qui per testimoniarlo. Una serata all'insegna della violenza, della disperazione e della commozione, un vero e proprio spettacolo in cui il post-punk tirato all'inverosimile e le parole centellinate alla perfezione premono il grilletto di una band capace di dare tutto, salute e rischio fisico compreso.

Sdentate sulla chitarra, urla, sudore e feedback, hanno l'effetto di un placebo nei confronti dell'ansia accumulata e delle parole mai dette. “Ti Ricordi", brano inedito estratto dal nuovo EP, dà il via a quasi un'ora di velocità e urgenza emotiva, tra stage diving improvvisati , ospiti sul palco e tanta tensione. Come molle impazzite, si accavallano uno dietro l'altro brani e sensazioni di 16 anni di onorata carriera, tra le convulsioni di “Minuto”, l'andamento sincopato di “Rumba” e l'intelligenza fulminea di “Passato” , cantata da uno Zagor Camillas allucinato e decisamente in forma.

Un concerto breve e inesorabile come il treno che passa davanti alla spiaggia, sofferto e dolente ma assolutamente necessario.