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BETTI BARSANTINI @ Lunano (PU), 05 Aprile 2012

betti barsantini

betti barsantini - betti barsantini
Rianimare di cultura una zona morta come l’entroterra pesarese non deve essere cosa facile. Continua a provarci, e con ottimi risultati, l’Enoteca di Lunano, che dopo i concerti di Nicolò Carnesi, Dellera e IoSonoUnCane ci regala una serata in compagnia di due tra i cantautori più geniali in circolazione. Stiamo parlando di Marco Parente e Alessandro Fiori, stasera alle prese con una delle prime date del nuovo mini tour dei Betti Barsantini.

Poche decine di persone per un evento che ne meriterebbe molte di più. I due salgono sul piccolo palco dell’Enoteca che sono le ventitré passate. Da qui a un’ora comincia e finisce un mini set più che godibile, vario e ben suonato, la cui unica pecca è quella di essere durato troppo poco. I due, palesemente divertiti e a loro agio, mettono in scena una dozzina di canzoni superbe, che pescano dalle loro discografie soliste ma soprattutto da materiale scritto a quattro mani che dovrebbe, in un futuro speriamo il più prossimo possibile, diventare un disco. Sul palco violino, chitarre, percussioni, due voci, a dimostrare una padronanza degli strumenti totale. È così che, tra un pensiero e un sorriso, scorrono “C’erano una stessa volta” di Parente, “Fuori Piove” di Fiori, “Tutto Roba Marca” dei Mariposa, a cantare alla perfezione piccole storie di quotidiana e straordinaria follia. È la poesia di due artisti capaci di reinventarsi e rimettersi in discussione, di divertirsi, senza strizzare l’occhio in cerca di consensi. È musica che vive del solo piacere di farla e farla ascoltare, che non invade mai alzando la voce e se ne resta lì, bella e lucente, a cercare di incrociare il sorriso con il pianto. Perché oggi, a guardarsi intorno, ce ne sarebbe da piangere. Il mondo dei Betti Barsantini invece, almeno quello raccontato stasera, sa che la storia si ripete, e che è fatta di pizze, topi in soffitta, aree pic nic e tende Motta. E non è poco.

“Ti sento distante come un campanile trevigiano” canta Fiori, spingendo un set in cui si parla poco, si scherza sulla non più giovanissima età del gruppo e anche sul mutismo di un pubblico attento ma incapace di proferire parola. Questo senza sforare in eccessivi cabarettismi.

Ne avremmo volute ascoltare almeno altre cento di canzoni stasera, ma Betti Barsantini è appena nata e, si sa, le cose belle, per crescere bene, vanno calibrate. Resta il piacere di averla vista, anche se per poco, muovere i primi passi. Camminare cammina. Andatela a trovare. Prima che impari a correre.