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CHEWINGUM @ Pesaro, 23 Marzo 2012

  • Scritto da Orazio Martino

chewingum live Il Circolo Mengaroni di Pesaro è una figata. Non il paradiso architettonico dei live ma un corridoio artistico di poltrone, tavoli, poster e soprattutto gente, tanta gente. Quello dei senigalliesi Chewingum il genere di intrattenimento ideale per un venerdì sera carico di aspettative e incentrato su vortici di sonorità a 360 gradi, in grado di spingersi fino a travolgere, e omaggiare, la comunità cinese di Pesaro con il suo apice nei battibecchi in lingua giamaicana per decidere brani da eseguire sulla falsariga di misteriose discussioni in codice.

"Nilo" il disco che li sta spingendo oltre i confini regionali e sballottando in lungo e in largo per la Penisola: potenzialità da piani alti e la firma di mezza scena indipendente praticamente in saccoccia. Per rivendicarne le sorti, il terzetto sveste i panni della globalizzazione sonora per un approccio essenziale alla materia live: spigoloso, sornione e tenacemente psichedelico. Il background non muta di una virgola (minestrone di verdure funk-reggae dal retrogusto cantautorale), cambia l'approccio dal vivo, così come cambiano le tonalità e la presa sull'ascoltatore, prima rapito e poi entusiasta di tutto il pacchetto.

E con un bancone che rilascia Peroni da 66 a ritmi da feste di laurea, ecco l'arbre magique "Atlantic City" rinfrescare d'aria salubre l'ex carcere minorile (avete capito bene), con attimi di delirio emozionale nelle esecuzioni di "Svastiche" (meltin pot di contaminazioni in levare) e "China Metropolitana", intonate a squarciagola dal sottoscritto e dalla band. Ripensandoci, le ultime due canzoni intonate a squarciagola durante un live sono state "Fear Of The Dark" (Heineken Jammin Festival 2003) e "Monkey Gone To Heaven" (Piazza Castello 2010). Ma allora i Chewingum funzionano veramente?