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Giancarlo Frigieri @ Arceto (RE), 27 Ottobre 2012

Ci sono artisti che una volta che li hai visti in concerto sei a posto, e altri che rendono ogni serata diversa dalle altre, unica, facendoti sentire parte integrante di quello che succede sul palco. Ecco, Giancarlo Frigieri è così, e lo si potrebbe stare ad ascoltare per giorni e giorni senza accennare stanchezza o sbadigli.

Detto questo, non poteva esserci situazione migliore per assistere alla presentazione di “Togliamoci il Pensiero”, il nuovo disco di Frigieri, stasera di scena alla Salumeria del Rock di Arceto, a pochi chilometri da Reggio Emilia. Un locale che ha per logo una chitarra, una forchetta e un maiale: mi lascia senza parole.

Qui il cantautore emiliano gioca in casa, la sala è piena di prenotazioni da giorni e si respira un'aria familiare, intima, che odora di fritto come tutti i posti in cui si può mangiare qualcosa in Emilia Romagna. Spazio accogliente per una serata perfetta e piacevolmente affollata, con le nuove canzoni che muovono i primi passi in pubblico e vengono accolte in un abbraccio collettivo di applausi e sorrisi.

Frigieri, come sempre, è solo contro tutti. Chitarra, voce e armonica, e inseparabile coppola in testa, non si risparmia e fa tutto da solo: monta, smonta, suona, canta e si campiona. Tra una battuta e l'altra culla e lancia, a seconda dei casi, le parole di canzoni che sono ritratti, fotografie, e che sembrano conoscerci alla perfezione. Ironia, lucidità e una ricerca costante della parola: anche decadenza morale, crisi e incertezze se ne vanno se vengono spogliate con così tanta maestria.

Un ribaltamento dei luoghi comuni che funziona su disco e ancora meglio dal vivo, quando ti vedi quest'uomo alto e magro che canta e sbeffeggia con trasporto totale i mali e le mosse di quel mondo in serie che ti tormenta per dodici mesi l'anno.

In scaletta quasi tutto “Togliamoci il Pensiero”, con incursioni anche ne “I Sonnambuli”, “L'età della Ragione” e “Chi Ha Rubato Le Strade ai Bambini?”. Tra divertenti siparietti, orecchie cullate e il cervello stimolato a tal punto che non smette mai di lavorare, mi accorgo di quanto sia atipico, in tutto e per tutto, Giancarlo Frigieri rispetto ai suoi colleghi.

La Canzone italiana, quella con la c maiuscola, è lì che siamo, con la testa e con le orecchie, mentre ascoltiamo Giancarlo Frigieri.

Niente che una manciata di anni riuscirà a scalfire.

Niente che mio figlio non potrà ascoltare.

Se mai potrà invecchiare, ma quello lo farete anche voi. E non è detto che sia un male.

 

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