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GIOVANNI LINDO FERRETTI @ Reggio Emilia, 01 Agosto 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

giovanni lindo ferretti reggio emilia01 Agosto 1998: Giovanni Lindo Ferretti e i C.S.I. fanno tappa a Urbino con il loro “M’importa ‘Na Sega Tour”. Io ho quindici anni. Quella giornata e quel concerto mi cambieranno la vita per sempre.

01 Agosto 2011: A tredici anni esatti da quel giorno sono a Reggio Emilia, in Piazza Fontanesi, per la data “in casa” del tour “A Cuor Contento”, con cui Ferretti torna a cantare le parole di una storia musicale lunga trent’anni e che proprio da qui, da Reggio Emilia, ha mosso i primi passi. Per me, vedere Ferretti suonare in casa è un sogno che si avvera. Arrivo che il trio Ferretti-Bonicelli-Rossi sta facendo il soundcheck e già mi emoziono. Sarà la trentesima volta che vedo Ferretti, ma devo dire che fa sempre un certo effetto. Sarà il bene che gli voglio, sarà il tramonto, saranno quel neo in mezzo alla fronte o le orbite scavate intorno agli occhi, non lo so, fatto sta che tremo come un bambino la mattina di Natale. Scambio due chiacchiere con Lindo, ormai a un passo dal riconoscermi dopo tutti questi anni. E quando ci lasciamo penso di non averlo mai visto così sorridente, giovane e pacificato. Ferretti sta bene (non è un eufemismo), io sono al settimo cielo e le sorprese devono ancora farsi vive. La torta ha le sembianze di Annarella Giudici, l’Annarella “benemerita soubrette”, inaspettatamente sul palco con Ferretti dopo più di vent’anni, cioè dalla fine dell’avventura tutta fasti e miracoli che prende il nome CCCP Fedeli Alla Linea.

Tocca proprio a lei, vestito rosso e mantello nero, scritta CCCP davanti e A CUOR CONTENTO dietro, introdurre il concerto, mentre le note di “Depressione Caspica” infiammano l’aria. “Cittadine e cittadini… Oh… Emilia!” annuncia Annarella, con quella voce che chi ha consumato Ecco i Miei Gioielli” non potrà certo dimenticare. Mi sento come dentro a un disco, a un momento memorabile, che è più grande di me e a cui mai avrei pensato di poter partecipare. È il passato (glorioso) che ritorna, è un regalo, anche se con due decenni di ritardo. Finalmente posso dire che c’ero anch’io. La piazza è piena e attenta e Ferretti, come al solito, parla poco, infilando una dietro l’altra tutta una serie di canzoni indimenticabili: “Narko’ $”, “A Tratti”, “Unità di Produzione”, “Occidente”, “Del Mondo”, “Morire”, “Annarella”, “Amandoti”, con Annarella che va e viene, cambiandosi d’abito ma mai d’espressione. C’è spazio anche per il Ferretti solista di “Codex” e per le Cronache dell’ultimo PGR, in una scaletta che è un portento e non dà tregua.

Anche l’aria che si respira è quella del grande evento, dell’esserci in una serata che lascerà il segno ed entrerà di pugno nella storia CCCP/C.S.I./PGR. Applausi su applausi ed ecco che arriva il bis, con “Io E Tancredi”, le tirate “Radio Kabul” e “M’Importa ‘Na Sega” e il finale al fulmicotone di “Per Me Lo So”, a riconciliare il “Reduce” Ferretti con la sua Emilia Paranoica. Una vera e propria festa, interrotta solo un istante da un cretino tra il pubblico che urla qualcosa di non ben definito e a cui Ferretti risponderà con un “A Reggio abbiamo gli asili migliori del mondo. Torna all’asilo!”. È uomo di polso oltre che di parola, Ferretti. Sotto il sole del pomeriggio ci aveva promesso una serata speciale, e così è stato. Promessa mantenuta.

Un concerto unico, intenso, infinitamente meglio suonato, cantato e sentito rispetto a quello riminese di qualche mese fa. Sarà Annarella, sarà l’affetto fraterno, fatto sta che il primo a gioire della serata è proprio Ferretti, travolto e sommerso da fan e amici, vecchi e nuovi, tutti accolti a braccia aperte. Un’infinità di abbracci e sorrisi, sopra e sotto il palco. Vederlo così felice e rilassato commuove. La festa è riuscita. “E non è ancora finita”. Mi sento addosso quindici anni. Lunga vita alla sciocchezza.

“Cittadino del secolo ventuno / sciocco come te non c’è nessuno”

Photogallery del concerto