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HandMade Festival @ Guastalla (RE), 1 Maggio 2011

  • Scritto da Orasputin

handmade festival Manuale sopravvivenza da festival. Sullo sfondo, in effetto polaroid, una colonna sonora da brividi. Il meglio della scena indipendente italiana per un Primo Maggio da emozioni forti. Reportage schizoide e sconfusionato.

Premessa: Immaginate la classica cascina di campagna con spazietto esterno e uno di quegli enormi capannoni con ingresso a porta di ferro scorrevole. Evitate di correlare tutto ciò ai soliti stereotipi tipo balle di fieno, galline e trattori arancioni. Pompateci un po' di musica. Poi uscite fuori, montate uno di quei gazebo che se dovesse tirar vento non li acchiapperebbe più nessuno, e inaugurate la kermesse con un concerto di Casa Del Mirto, ore 15:00 esatte. L'idea geniale è degli organizzatori dell'HandMade Festival, "il festival fatto a mano", giunto oramai alla sua quinta e (considerato il successo) sicuramente non ultima edizione.

Immersione: Da buon Primo Maggio, ricordatevi che la temperatura percepita dovrà oscillare dai trenta gradi nelle ore di punta ai dieci/dodici una volta calate le tenebre. Mentre i posti sui divani vanno a ruba, convinci un paio di persone a partecipare al concerto dei Be Forest, che suoneranno pure nordici e glaciali ma, fidatevi, ne vale veramente la pena. Supportane la causa acquistando il CD a soli 8 euro e lasciati subito coinvolgere dalle atmosfere "da hip hop indiretto" dei Quackers And Mormons, lanciatissimi e incappuciati all'ombra disfunzionale del mitico gazebo. Ricordati del leggendario passatempo dato la merchandising, stipula accordi diplomatici ma soprattutto non fare il coglione e vai a salutare Enver che ti ha fatto scoprire i ManzOni. Nel giro di pochi minuti, osservi i Criminal Jokers arrivare, fai due chiacchiere con i ragazzi della Mashhh! Records, poi ti sradichi un pezzo di pelle alla notizia che Altro e Young Wrists non suoneranno più.

Inizi ad avvertire un leggero languorino? Ammortizza con un bel panino alla mortadella, la salsiccia pare si sia estinta meno di un'ora fa. Gira voce che il cantante dei Cut stia facendo i salti mortali sul palco, nel frattempo sono arrivati gli Smart Cops e sono ancora in borghese, e poi neonati, bambini, addirittura una band canadese. L'aria tranquilla, il clima rilassato e sereno, conferiscono quel fascino indie che a Roma, tra ascelle puzzolenti e sciarpe del Foggia, staranno sognando da un bel pezzo. Alle 19 in punto, la radura dell'HandMade conta più o meno 1200 persone, e questo è un dato di fatto commovente. Occhio perchè nel capannone stanno per partire quelli di " Per Proteggere e Servire", a questo punto la prima fila è d'obbligo. Restare indietro ad un concerto degli Smart Cops sarebbe un po' come ascoltarseli direttamente su CD. Così ti metti a 30 centimetri di Nicolò Fortuni e accendi la scintilla del pogo, muovendoti come il primo Matt Dillon sulla cover di "New Rose" dei Damned. Con il pubblico sopra, sotto, di lato, tieni dentro la lingua e ti liberi una volta per tutte dello zaino, che alle atmosfere hardcore'n'roll e poliziottesche degli Smart Cops stanno per sopraggiungere quelle conturbanti e fumose dei Movie Star Junkies. Un'esibizione a cento all'ora, quella del quintetto torinese. Il The Cleb pare il teatro di uno dei primi concerti dei Gun Glub, loro suonano come i Birthday Party del primo, gigantesco, Nicola Caverna.

Gli headliner culinari: Scava nello zaino alla ricerca di qualcosa che suoni calorico, rilassati sul divano, i Death Of Anna Karina hanno appena cominciato. Goditeli senza profanare energie, il The Cleb si sta svuotando e devi organizzarti per il viaggio di ritorno. La svolta è una busta di ceci tostati che il capodattore cinema distribuisce - in realtà sin dal primo pomeriggio - in giro per i campi, obiettivo quello di sedare la miriade di stomaci brontolanti. Un sentiero di lampadine illumina i nostri crani scottati dal sole di primavera. Ah, se solo qualcuno ci venisse a raccontare che in America milioni di persone si stanno ritrovando in giro per le piazze. Ah, se solo qualcuno ci venisse a raccontare dell'imminente l'uccisione di Osama Bin Laden, soffocheremmo tutta la nostra gioia in un oceano di ceci tostati, per poi scoprire l'ennesima fregatura di proporzioni planetarie, con l'unica variante del protagonista , inedito e già leggendario PhotoShop.

Il fascino del surreale: miracolo a Guastalla!

Guarda le foto dell'HandMade Festival 2011