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IGGY POP & THE STOOGES @ Firenze, 27 Settembre 2012

La data di Firenze si è rivelata un'occasione imperdibile per vedere Iggy And The Stooges, primo perchè ho sempre nutrito una grande ammirazione per l'Iguana e compagni, secondo e soprattutto perchè il fatto di essermeli persi gratis a Melpignano (Le) sette anni fa mi ha sempre lasciato con l'amaro in bocca. Concerto gratuito anche questo, l'evento è stato organizzato dall'Hard Rock Cafè di Firenze che l'anno scorso per la stessa occasione aveva ospitato le glorie anni '80 Simple Minds.

La pioggia che ha accompagnato tutta la giornata comincia a scemare e terminare completamente quando raggiungiamo Piazza della Repubblica, sono le 19:00 e il posto è già gremito di gente. Il tempo di scolarci un po' di birre e vediamo salire sul palco il presentatore della serata, Dj Ringo, tra lanci di gadget (con tanto di cannone), premiazioni di vincitori di concorsi e interviste a vicesindaco e personaggi vari (tra cui la fondatrice del primo Hard Rock Cafè a Londra).

Sono le 20 e ad aprire le danze sono i bresciani Desma, vincitori della Battle Of The Bands organizzata da Virgin Radio, Hard Rock Cafè e Fiat. La loro musica è un qualcosa che sembra un misto tra rock progressivo, ultimi Litfiba, hard rock classico. Personalmente li ho trovati pessimi e completamente fuori luogo rispetto al contesto della serata. Saranno sicuramente il nuovo volto sponsorizzato da MTV o programmi come TRL.

L'antipasto per gli Stooges sono i Cyborgs, due tipi misteriosi che portano i nomi di Cyborg 0 (voce e chitarra) e Cyborg 1 (basso-synth con una mano e batteria con l'altra), con tanto di maschere da saldatore e indole garage blues che strizza palesemente l'occhio a un tizio che porta il nome di Bob Log III. Sono loro a cominciare a scaldare la serata.

Il tempo del cambio palco ed è tutto pronto per l'Iguana; all'improvviso, dal nulla, arriva il riff di "Raw Power" , e tutta la piazza, ormai stracolma, esplode in un boato fragoroso dando inizio a una bolgia infernale fatta di urla e corpi che si spingono nella pressa allucinante che parte dalla prima all'ultima fila di tutta la location, mentre maglie e oggetti vari volano sulle nostre teste.

Iggy Pop è come me lo immaginavo, un mito, l'esempio di come avere 65 anni e non sentirli affatto: salta, corre, balla, si lancia tra le prime file del pubblico, sfascia l'asta del microfono, incita la folla con i suoi 'FUCK', è la vera incarnazione della definizione 'animale da palcoscenico'. Dietro di lui una band di veterani che non ha perso un briciolo della sua potenza, con Toby Dammit che pesta a dovere le sue pelli e un Mike Watt che si diverte come un ragazzino, memorabile nello 'stuprare' letteralmente il suo basso contro l'amplificatore. "Search And Destroy" e "Gimme Danger" incendiano la folla (e gli screzi con i gorilla del servizio d'ordine). "I Got A Right" è una mazzata violentissima (all'epoca come ora), così come è intensa e cattiva "1970" , seguita a ruota da "Funhouse".

Un gruppo di ragazze fatte salire sul palco (di cui una rimasta solo col tanga) balla al fianco di Iggy durante una frenetica "Shake Appeal", cori e versi urlati a squarciagola accompagnano le bordate ad alto contenuto energetico di anthem quali "I Wanna Be Your Dog" e "No Fun". Nel finale ancora scintille con "Penetration" ,"The Passenger" (eseguita a sorpresa e intonata all'unisono da tutta la piazza) e la cover dei Kingsmen "Louie, Louie", prima della conclusiva e tiratissima "Your Pretty Face Is Going To Hell".

Dopo un'ora e mezza di concerto ne usciamo sfiniti ma coscienti di aver visto qualcosa di incredibile, dei miti viventi, una pietra miliare enorme per tutta musica che è venuta in seguito (si dice che questa potrebbe essere l'ultima apparizione di Iggy And The Stooges in Italia). E poi ammirare dal vivo l'entusiasmo di un veterano come Iggy è qualcosa che fa bene alla salute.

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