Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA @ Senigallia (AN), 06 Gennaio 2012

  • Scritto da Enrico Tallarini

vasco brondi live PARTE 1: Le Luci Della Centrale Elettrica

Ve la farò breve, però partendo dal principio. Ho amato molto “Canzoni da Spiaggia Deturpata”, così come i primi, acerbi e spopolati concerti. Sono rimasto indifferente allo stantio misto a parodia diPer Ora Noi la Chiameremo Felicità”, e mi sono evitato l’ultimo “C’eravamo Abbastanza Amati”, dove il Brondi, tra l’altro, sfigura alcune tra le canzoni italiane più belle di sempre. Toccare Battiato e i CCCP è una dichiarazione di guerra. E poi c’è quell’angoscia, quella pesantezza, quella mise da emo di provincia che alla lunga trancia le gambe. Meglio farsi due risate che passare il tempo a deprimersi per quanto l’universo faccia schifo. Per non dire delle frasi tutte uguali, delle canzoni tutte uguali. Anzi, delle canzoni che non ci sono, o che sono una sola. Poco importa. A tirarla troppo, la corda si spezza.

 

PARTE 2: Il Concerto

Corde tirate a parte, il ferrarese e le sue Luci Della Centrale Elettrica stasera hanno regalato un ottimo concerto, ben sopra le aspettative. Band eccellente, con chitarre, basso e batteria dal suono maturo e corposo. Menzione speciale per la classe di Giovanni Ferrario, sul palco con Brondi dopo i tour con Hugo Race e PJ Harvey. Non mancano tiro, affiatamento, elettricità, e così anche le nuove canzoni, deludenti su disco, si vestono di una materia sonora e di arrangiamenti che le rendono interessanti.

Il concerto si apre con “Cara Catastrofe” e si chiude con “Per Combattere l’Acne”, e in mezzo (trascurabili) letture, atroci trasposizioni di Battiato e CCCP, e una versione da brividi di “Quando Tornerai dall’Estero”. Tutto sotto una produzione, dal suono alle luci, che è quella da grande evento.

Il Mamamia è quasi pieno e risponde bene, nonostante gli sbuffi per un set cominciato con più di un’ora di ritardo. Anche Vasco Brondi sembra aver abbandonato la timidezza che lo contraddistingueva fino a qualche anno fa. Si sbatte, si tuffa, canta tra la folla: il tour di spalla a Jovanotti deve aver lasciato dei segni. È cresciuto, mentre il suo pubblico ringiovanisce. L’età media è piuttosto bassa, non mancano i casi umani e gli esaltati del se non ci fosse un domani.

Il concerto regge, smuove le gambe e regala qualche bella immagine, “La Lotta Armata al Bar” e “Piromani” su tutte. Regge meno bene la voce di Brondi, a un passo dallo sgolarsi e sempre in bilico stonatura. Le “corde vocali infiammate” sono sempre più infiammate. Il concerto finisce tra gli applausi e noi si torna a casa soddisfatti. Ma per ora, e forse mai più, la chiameremo felicità.

Guarda tutte le foto del concerto