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LEWIS FLOYD HENRY @ Rimini, 23 Febbraio 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

Lewis Floyd HenryHa talento da vendere Lewis Floyd Henry, stasera al Neon di Rimini per un post aperitivo di quelli da non perdere per niente al mondo. Una serata eccezionale, alle prese con un busker bluesman dal talento raro e innegabile. La One Man Band più strampalata del pianeta arriva trainando l’immancabile carrettino con chitarra, ampli e batteria portatile, e mette in scena, con solo mani e piedi, uno spettacolo straordinario.

Dal Mississippi più sporco al rock, passando per il folk e una voce da bluesman purosangue che fa rabbrividire. Lewis Floyd Henry stasera ci ha spettinati per il verso giusto. Si interrompe più volte lamentandosi della scomodità del suo sgabello, ma poi quando parte (e prima di partire ci costringe tutti a sederci in terra) ci dimostra cosa significa avere un dono, violentare una chitarra e creare un muro acido di Big Muff di quelli che ti rizzano i capelli.

“Sit down, please”, continua a ripetere il riccioluto bluesman tra l’ilarità generale, segno che non è poi così necessario giocare a fare i maledetti, se un patto con il diavolo lo si è fatto per davvero.

Si scola vini a non finire elogiando le qualità del Sangiovese, suona la chitarra con i denti, calcia la grancassa portatile: il fantasma di Jimi Hendrix è dietro l’angolo, e c’è davvero, sorridente su una foto appesa proprio alle sue spalle. Un’ora di blues acido, folk psichedelico e rock, dolenti e sgangherati, suonati in solitaria con una padronanza degli strumenti da storia del rock.

Una cover dilaniata di Billy Idol e il carretto si richiude, pronto a ripartire per strade, locali e buchi vari del mondo. Fino a che ci saranno diavoli. Fino a che ci sarà qualcuno ad ascoltare.