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MARIA ANTONIETTA @ Pesaro, 11 Gennaio 2012

  • Scritto da Orazio Martino

maria antonietta pesaro Quella di Maria Antonietta è una scalata senza mezzi termini: da un aperitivo distensivo in riva al mare siamo passati al release party di un tournèe ancora tutta da scrivere e incendiare.

Da un lato un locale che straborda di gente, dall'altro la curiosità che evapora in mille pezzi e diviene attesa spasmodica. Ed è sempre bello guadagnarsi la prima fila consapevoli di non trovarsi all'Heineken Jammin' Festival, spintonare e districarsi nella massa con una grinta da diciottenne e la testa al Parco Nord di Bologna. Che non si poghi è semplicemente una questione di età, certo che immagini come questa non possono che proiettare luce nuova sulla vita di provincia, iniettando benzina verde nel circuito (sempre in bilico) dei piccoli locali italiani. La cosa fondamentale al giorno d'oggi è che la gente continui a bazzicare, e stasera di lupi affamati ce ne sono pure troppi.

Il concerto lo aprono I Camillas, cabarettisti pop con una voglia sfrenata di stravolgere e sorprendere, in abito acustico ma con melodie, ironia e divertimento immutati di una virgola. Nonostante l'inferno di appassionati al seguito, Ruben e Zagor decidono ugualmente di sviscerare l'assetto logistico della Cira, campeggiando in pieno parterre per un unplugged on the floor a suon di cavalli di battaglia e divagazioni tra il geniale e il nonsense.

Mezz'ora di live per smorzare l'attesa, una pausa velocissima e una chitarra acustica, quella di Letizia, a riscaldare subito i motori, per una parentesi introduttiva baciata prima dell'incipit "Questa è La Mia Festa" poi dalla potenza riot folk di "Maria Maddalena", ancor più stridula e volutamente acida in chiave live. Sulla sua voce, patrimonio dell'indie rock under 25, ci siamo giocati un mare di aggettivi, mentre sulla nuova formazione – che annovera Damiano Simoncini dietro le pelli e Lorenzo Pizzorno al basso – l'impressione generale è quella di sound quadrato e corposo, che non compie i salti mortali ma possiede quella maestria e quella professionalità votata all'esclusivo soddisfacimento dell'animale da palco, leader maximo Maria Antonietta.

I brani dell'omonimo album, estrapolati con cura e attenzione, consegnano un sound potente e aggressivo, che spara sulla folla le sue bordate garage punk ("Santa Caterina" e "Tu Sei La Verità Non Io") trasformando ballate quali "Estate '93"  e "Saliva" in un richiamo celestiale ai primi Vaselines.

Da un esordio autoprodotto ad una produzione importante. Dalla lingua inglese al cantato in italiano. Dai concerti nei piccoli bar alla data inaugurale di un tour nazionale. Ovunque voi siate e ovunque lei suoni, per curiosità o per passione, mollate figli e famiglia e lasciatevi trasportare dalla brezza power rock di una delle songwriter più agguerrite che la nuova scena italiana possa vantare. Buona la prima!

(Foto di Veronica Schneider)