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Rainbow Circus @ Savignano sul Rubicone (FC), 07 Aprile 2010

  • Scritto da Orasputin

DICK DALEL’appuntamento con la storia è a Savignano sul Rubicone. Rainbow Circus seconda edizione, il meglio della scena vintage rock mondiale. Il programma di giorno sabato 17 è un invito a nozze. Ad attenderci, la leggenda vivente della chitarra elettrica: mister Dick Dale.

La location è la zona adiacente lo stadio comunale di questo comune in provincia di Forlì Cesena. Per l’occasione sono stati montati due tendoni da circo. Il primo accoglie mercatini di modernariato, abbigliamento, accessori vintage e un aperitivo musicale con il cabaret degli italianissimi Maciste. Il secondo, quello dei big, alle ore 20:00 deve ancora sbottonarsi ed ospiterà gente come Lana Satana and Her Organs in Orbit, Dome La Muerte & The Diggers e, appunto, Dick Dale. Tanto per cambiare, appena arrivati, il popolo rockabilly è già mobilitato. Patatine, birra, hot dog. Fuori diluvia. Tra un pezzo e l’altro, decolliamo con le prime riflessioni. Si denota, a differenza al Summer Jamborre di Senigallia, una minore omologazione stilistica. Contaminazione dettata dall’impostazione fortemente rock della kermesse (per la serie “non solo balletti anni cinquanta”). Abbigliamento che oscilla dai soliti quarantenni con t shirt di Tito & Tarantula fino agli impensabili fuseau rosa di una ragazza trovatasi lì per caso. In alternativa c’è sempre il metallaro con la vecchia maglietta dei Pantera.

Il biglietto costa 18 euro e nel tendone principale vige la regola del divieto di fumo. Mai vista una cosa del genere: per tre quarti di evento ci sono praticamente 500 persone con la birra ma senza sigaretta in mano. I prezzi sono relativamente bassi: tre birre alla spina te le sbattono in offerta a meno di dieci euro. Mentre ci spariamo baguette con crudo e salsa rosa, panino salame e pecorino, ecco il primo nome spuntare sul palco. Lana Satana è la responsabile di un progetto che mischia rock’n’roll a sensazione lounge psichedeliche. I volumi sono un tantino bassi, lei è affascinante ed il pubblico si scatena sulle note di “Boom Boom” di John Lee Hooker. Dome La Muerte & the Diggers, presentati da uno stravagante personaggio al femminile, dovrebbero rappresentare la storia del garage italiano. L’età di certo non manca, e con essa tutto un repertorio di punk rock fuzztoniano. Ma il rock’n’roll, si sa, ovunque lo piazzi difficilmente sfigura. Ecco perché ci godiamo quest’oretta di suoni nostalgici in attesa di momenti migliori. Lui è identico ad Alice Cooper, è stato il fondatore dei Not Moving e la band che lo accompagna se la cava egregiamente. Il tempo di un espulsione di vescica ed ecco la leggenda della chitarra elettrica presentarsi sul palco. Dick Dale ha 73 anni, un look da indiano metropolitano e la solita Fender incendiaria nel suono e dal colore giallo metallizzato. Due giovani fedelissimi (non sappiamo se i suoi figli) lo accompagnano alla sezione ritmica. L’oretta di show è uno spettacolo per occhi e orecchie.

Dick Dale è in forma smagliante: incita, urla, canta, intrattiene. La sua chitarra (invertita di senso e di corde) sputa note micidiali dettando ritmiche surf, psychobilly, punk, blues, rock, proto metal. I suoni sono allucinanti, potentissimi. Bassista e batterista lo seguono senza sbagliare un colpo, lui dirige come un maestro d’orchestra. A lasciare di stucco è la serie di classici rock infilzati come spiedini uno dopo l’altro. Rivisitazioni che partono da “Smoke on the Water” (si, proprio lei) per finire sulle ancestrali note di “Third Stone from the Sun”, e qui si capisce quanto Dale abbia influenzato Hendrix. In mezzo, una versione emozionante di “House of the Rising Sun”, un tributo supersonico a Johhny Cash, un super classico come “Amazing Grace” ed una “Misirlou” che scatena il putiferio (anche se ci aspettavamo durasse di più). Ma la vera sorpresa, sul finale, è vederlo passare dalla tromba alle percussioni al basso all'armonica in pochi minuti. Incredibile!

Il pubblico è in estasi. Chiede il bis. Interviene il presentatore che apre bocca ribadendo l’età dello special guest. La gente naturalmente capisce e se ne torna a casa. Felice di aver assistito a un grande spettacolo per occhi e orecchie. Parlando di nonni rock, ai livelli di Dick Dale, oggi, c’è solamente Keith Richards.