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Sigur Ros @ Ferrara, 26 Luglio 2013

  • Scritto da Enrico Tallarini

Spetta ai Sigur Ros, in una delle giornate più afose dell'anno, chiudere l'edizione 2013 di Ferrara Sotto Le Stelle. Un'edizione che, concerto di stasera a parte, rimarrà negli annali come la meno riuscita di una rassegna musicale dal passato ben più glorioso, che nel corso di questi anni ci ha regalato momenti musicali di indimenticabile bellezza.

Piazza Castello è sold out da giorni, e nonostante l'afa insopportabile e le zanzare killer di Ferrara, sembra non riuscire più a fare a meno di omaggiare la band islandese, ormai di casa nel selciato rovente del Festival emiliano. Ennesimo sold out dicevamo, per una band che richiama una fauna quantomai eterogenea: dagli sfegatati in fila ai cancelli dalle tre del pomeriggio ai semplici curiosi, fino agli immancabili presenzialisti di quelli che non fanno altro che romperti le palle per tutto il tempo, sempre intenti a ciarlare, giocare col telefonino, spostarsi da un posto all'altro, con quella faccia ebete di chi è lì tanto per esserci, e che per esserci (e annoiarsi) ha speso anche un sacco di soldi.

Deliri a parte, i Sigur Ros live restano una di quelle esperienze che son da portare a casa, almeno una volta nella vita.

Dal palco poche parole, se non qualche sparuto “grazie”. Basta la musica dei tre islandesi, stasera di scena con due polistrumentisti, un trio di fiati e uno di archi, a spezzare il fiato e lasciare senza parole.

Leggermente sottotono il pubblico, la cui voce sembra smorzata da un caldo a dir poco opprimente. Grazie al cielo ci pensa l'immensa voce di Jonsi, che con il suo falsetto arriva dritta fino all'ultima fila, a colmare di magia ogni cosa che incontra sulla sua strada, comprese le orrende impalcature che oggi imbruttiscono la piazza.

Tra svenimenti e muri di feedback, attimi di pura commozione, palloncini e stelle filanti che volano in testa alle prime file, le quasi due ore di set volano via magicamente, lasciando nell'aria un senso di soddisfazione che storce le bocche degli oltre cinquemila di Piazza Castello.

Uno spettacolo straordinario, seppur impreziosito da impianto visivo e scenografico ridimensionato rispetto al passato, che non fa altro che concentrare maggiormente l'attenzione sulla musica, che poi il motivo per il quale siamo qui stasera.

E se l'Italia è forse l'unico Paese al mondo non ancora in grado di battere le mani a tempo a un concerto, i Sigur Ros si confermano una live band eccezionale, di quelle che vi consiglio di non lasciarvi sfuggire.

Per la serie: possono piacere o non piacere, questo è chiaro.

Ma se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Questo è poco ma sicuro.

Setlist

1. Yfirborð

2. Brennisteinn

3. Glósóli

4. Vaka

5. Ísjaki

6. Sæglópur

7. Svefn-g-englar

8. Hrafntinna

9. Varúð

10. Hoppípolla + Með bloð

11. Kveikur

12. Festival

13. E-bow

14. Popplagið*