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Villa'n'Roll festival @ Pesaro, 28-29 Giugno 2013

  • Scritto da Orazio Martino

Rivitalizzare culturalmente lo spazio urbano è l'obiettivo principale di Associazione Periferica, una combriccola di giovani pesaresi con la passione per la musica e un debole per l'organizzazione di eventi, in grado di materializzarsi, da tre stagioni a questa parte, in una scoppiettante kermesse incastonata a fine Giugno.
L'edizione 2013 del Villa'n'Roll ha visto alternarsi, sui due palchi dell'impianto sportivo di Villa Ceccolini, il meglio del rock alternativo italiano di questi ultimi anni, con la coda dell'occhio alle realtà musicali della zona e un'attenzione particolare alla riqualificazione dell'area ospitante, tra stand gastronomici, aree relax e idee semplici ma efficaci (i bicchieri in polipropilene riciclabili padroni indiscussi della manifestazione).

14 band per 16 ore di musica.
Un acquazzone il primo giorno assorbito a tempo di record.
"Importante è adesso" la parola d'ordine.
Quello è successo lo trovate più o meno qui.

Natural Redemption: spetta a questa giovane band romagnola aprire la due giorni di festival pesarese. I Natural Redemption propongono un Brit-Pop con venature elettroniche e psichedeliche. Canzoni che non brillano per originalità ma una presenza scenica interessante e da affinare nel tempo.

Turbopeluches: neonata band pesarese dal moniker sbarazzino e una proposta musicale in bilico tra Giovanni Lindo Ferretti, l'emocore italiano e la paranoia dei Flipper. Peccato che il tasso di angoscia dei loro brani non vada di pari passo a un attitudine live un tantino moscetta. Il divario tra l'ipnotico frontman e il resto della band è molto forte. Da tenere d'occhio su disco in attesa di rivederli live.

Gli Aedi hanno confezionato uno dei dischi italiani più belli del 2013, quell'"Ha Ta Ka Pa" che è stato in grado di scomodare un peso massimo con Alexander Hacke (Einsturzende Neubauten) nei panni di produttore e supervisore generale. Dal vivo i 5 marchigiani non necessitano di ulteriori presentazioni: pathos, energia, cambi repentini ed eplosioni metalliche sono il marchio di fabbrica di un' autentica macchina da guerra della dimensione live, in Italia e fuori dai confini. Soavi, devastanti, cullanti e ipnotici.

Fuzz Orchestra: quel polpo di Paolo Mongardi non smette mai di stupire, e i Fuzz Orchestra in formazione live sono una forza della natura. Il pubblico è come ipnotizzato, la sporcizia delle chitarre raggiunge livelli di saturazione non indifferenti. L'impatto è qualcosa di raro e assolutamente devastante. La voce campionata di Gian Maria Volonté trasforma l'intero live set in un poliziottesco a cielo aperto musicato dai Cathedral e supervisionato dal grande Tony Iommi.

In mezz'ora di concerto, i Gazebo Penguins possono farti tornare giovane come ai tempi delle scuole superiori. Ogni live un rituale collettivo, tra canzoni cantate a squarciagola, pogo liberatorio e metri cubi di watt, trascinati dalla carica EMOzionale del power trio emiliano. Forse il miglior live dell'intera due giorni. Umili, divertenti e dall'impatto orizzontale.

Management del Dolore Post-Operatorio: il disco mi era piaciuto parecchio, dal vivo non sono i King Crimson ma quel fulminato di Luca Romagnoli vale da solo il prezzo del biglietto. "Norman" è una delle canzoni italiane più belle degli ultimi anni, il pubblico è abbastanza numeroso e i minuti scorrono che è una meraviglia. Tra una canzone e l'altra, partecipare al flusso di minchiate aparecchiato dal frontman sopracitato è la cosa più bella che possa capitarti tra una corda rotta e un cambio di strumentazione.

Canto del cigno della prima serata, gli Iori's Eyes ipnotizzano il popolo della notte con il loro approccio sinuoso e una resa sonora tra l'erotico delle movenze e la chirurgia degli arrangiamenti. Le sfumature glaciali del disco prese e trasfigurate sulla dimensione live. Classe da vendere!

Jumping the Shark: Giovanissimi e acerbi, chi lo sa, magari fra dieci anni ce li ritroviamo a calcare i palchi con l'etichetta "nuovi Bud Spencer Blues Explosion".

Sybil Vane: meno di un mese fa hanno aperto le tre date italiane dei Dinosaur Jr per volere dello stesso J Mascis. Dal vivo sanno il fatto loro e gli ingredienti per il salto nel passato ci sono tutti: voci sguaiate, muraglie di feedback, melodie rarefatte ed assoli al fulmicotone. Pezzo di storia dell'underground pesarese.

The Rust And The Fury: le capacità balistiche dei paladini de La Fame in uno dei live set più sorprendenti dell'intera due giorni. Connubio melodie/arrangiamenti/resa sonora che ha già surclassato gli ...A Toys Orchestra e adesso punto allo scettro di "Arcade Fire italiani". Molto meglio dal vivo che su disco! 

I Barbacans da Fano sono la miglior garage band italiana del momento, apprezzata nella nostra penisola, idolatrata fuori dai confini, con tour in Messico e in Cina un anno sì e l'altro anche. Dal vivo i fuzz di chitarra e l'estetica dell'affiatatissimo quartetto ci fanno rivivere le stagioni dei migliori Fuzztones. Per appassionati di genere, e non solo.

Io ai Cosmetic c'ho fatto l'abbonamento. Forte di un notevole seguito in zona (ma anche nel resto della penisola), la shoegaze band riminese serve sul piatto d'argento una scaletta perfettamente amalgamata tra melodie e accelerazioni, intermezzi acustici e rosoiate distorte. Al basso c'è Erica dei Be Forest, ma il feeling non è mutato di una virgola, e alla fine finisci sempre per cantare le canzoni e spassartela a pochissimi metri dal palco.

Quella degli Altro non è stata una semplice esibizione, ma un'eplosione di rabbia della durata di 15 minuti. La band capitanata da Alessandro Baronciani incarna e coltiva lo spirito, ormai smarrito, dei live di una volta: scalette imprevedibili, strumentazione torturata, un'intera muta di corde letteralmente sradicata dalla propria chitarra. Il pubblico è in delirio e non solo perché giocano in casa. Ogni live un rituale collettivo, ma questa volta oltre ogni limite o convenzione musicale.

Tying Tiffany: la diva electro dark tricolore chiude l'edizione 2013 del Villa'n'Roll con un'esibizione fisica e squisitamente industrial rock. Delle melodie suadenti dell'ultimo "One EP" nemmeno l'ombra: l'ex Suicide Girl sa come ipnotizzare la folla e il resto della band non è assolutamente da meno.

Un consiglio per l'edizione 2014: perchè non iniziare a contaminare il tutto con le prime ventate musicali dall'estero?