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WILCO @ Bologna, 09 Marzo 2012

  • Scritto da Enrico Tallarini

wilco bologna

wilco bologna - wilco bologna
Non ero mai stato a un concerto dei Wilco. L’occasione me la offre in un piatto d’argento l’Estragon di Bologna, che ospita stasera la seconda delle due date italiane della band di Jeff Tweedy. Il concerto è sold out da giorni, con l’Estragon pieno di un pubblico così eterogeneo da lasciare stupiti. Ci sono almeno tre generazioni in fila alla porta già da metà pomeriggio, a testimoniare l’attesa verso quello che dovrebbe, e si dimostrerà, uno degli eventi più attesi di questo inizio anno musicale.

Il locale comincia a riempirsi e a scaldarsi quando sale sul palco Scarlett O’ Hanna, giovane cantautrice indie folk a cui tocca l’arduo compito di sedare un‘attesa snervante. Sola sul palco, piano e voce e chitarra e voce, incuriosisce e scassa i maroni nel giro di venti minuti. Brava, ma finché si ha a che fare con gli spettri di PJ Harvey e Shannon Wright, non si va da nessuna parte. Anche perché la gente, almeno stasera, vuole e aspetta altro, e così pressati anche l’aria comincia a mancare. Figuriamoci la pazienza.

Poco dopo le ventidue tocca ai Wilco scatenare il boato dell’Estragon. Si parte con la delicata “One Sunday Morning”, in un’atmosfera surreale, magica. Poi “Poor Places”, “Art of Almost”, “I Might”, per un set elettrico e devastante. Una classe e una padronanza di strumenti e palco, quella di Tweedy e soci, totale. Menzione speciale per Neils Cline, chitarrista e rumorista virtuoso, spettacolare, di un altro pianeta. E di strumenti ne girano un’infinità sul palco: decine di chitarre, ritmica, tastiere, a formare un suono curato al millesimo, che esce incredibilmente pulito nonostante l’acustica non proprio eccezionale dell’Estragon.

Non un solo istante di pausa e la prima ora di concerto vola via liscia e spedita, con il culmine in una bella versione acustica di “Spiders” e nella struggente “Impossible Germany”, intensa a tal punto che quasi commuove. Sul palco i sei non sbagliano un colpo, e sembrano anche divertirsi, con Tweedy che tra siparietti su Bologna, e sulle magliette tarocche con stampati solo 4 Wilco, si dimostra in serata di grazia.

Ed è grazia per oltre due ore, di fronte a una band che live è una forza della natura. Superiore, e incantevole. Finale con tanto di lancio di rosa sul palco e con i sei che sembrano non volersene più andare, infilando una bordata dietro l’altra, fino alla “I’m The Wheel” che chiude alla grande una serata e un concerto memorabili.

Non ero mai stato a un concerto dei Wilco. Non c’ero mai stato ma ci tornerò presto.