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Giancarlo Frigieri

  • Scritto da Orasputin

Giancarlo Frigieri Giancarlo Frigieri, personalità lucida, schietta e divertente, è un quarantenne emiliano ma anche uno dei migliori esempi di cantautorato che guarda alla tradizione e non vive di soli ricordi nostalgici. Il suo approccio in materia è un inno alla libertà, una dichiarazione d'amore e d'indipendenza, un tentativo di abbracciare la musica nelle sue mille forme e diverse sfaccettature, con invettive pungenti a perforare le agenzie booking ("un tipo che non fa altro che mandare qualche e-mail e fare qualche telefonata, chiedendo 50 euro in più di quello che chiederesti tu per il disturbo che si prende") fino allo smascheramento naturale dei meccanisimi di distribuzione musicale ("firmi un contratto standard nel quale vendi i dischi a poco perché loro li distribuiscano nei negozi. Poi succede che ti chiamano i negozi e ti dicono che il distributore non manda i tuoi dischi"). Il tutto suggellato da una risoluzione semplice e costruttiva, quella di sedersi a un tavolo e parlare.

La sua discografia (dopo il bellissimo esordio di "Close your eyes, think about beauty" uscito per Black Candy Records) da tre lavori parla un solo ed unico linguaggio, quello – spesso frainteso – dell'autodoproduzione, al servizio di un cantato in italiano che sa come risuonare ruvido ed efficace, appassionante e melodico. Supervisione totale sul proprio materiale, un aiutino familiare e l'ufficio delle poste sempre dietro l'angolo: "non campero' certo di musica ma qualche soddisfazione potro' sempre togliermela", avrà pensato Giancarlo Frigieri. Il centro nevralgico di smistamento un sito ufficiale che è una provocazione sin dal titolo (www.miomarito.it), dove il musicista di Sassuolo intrattiene i suoi fan aggiornando pensieri e calendario. Personalità che sale in cattedra per uscirne come una delle più valide e coerenti della propria generazione (apprezzata, tra l'altro, dai vari Fiori, Palazzo, Gazzè). Il suo universo lirico (ri)percorre le strade di un Italia rustica e provinciale, quella descritta all'interno di lavori quali "L'Età della Ragione", "Chi Ha Rubato Le Strade ai Bambini" e il nuovissimo "I Sonnambuli". La matrice è un voce appassionante e scavata nel tempo, il sottofondo una chitarra acustica che non disegna incursioni rock tergiversando – spesso – dal sottobosco della ballata. Ulteriore punto di rottura un cantato disturbato da una erre rotante a conferire tocchi di epicità dal retrogusto di grandi stagioni. Le influenze, a non caso, quelle di mostri sacri quali Gaber, Guccini e De Gregori, Fossati e qualcosa dell'ultimo Rondelli, soprattutto nel modo in cui vengono fatti compiere salti mortali alle parole. Dal punto di vista attitudinale invece, siamo in pieno do it yourself. "Basta guardar piatti e bicchieri che buttate in una settimana, ridiventando ambientalisti solamente quando è marijuana".

Un musicista tradizione e anomalo, un cantautore vestito da punk ma anche un punk camuffato da cantautore. Testi che graffiano e una discografia di tutto rispetto. Adesso non vi resta che cliccare su www.miomarito.it, il resto verrà da sè.

 

Discografia essenziale:

- "Close Your Eyes, Think About Beauty" (2007) / 7

- "L'Età della Ragione" (2009) / 6,5

- "Chi Ha Rubato Le Strade Ai Bambini?" (2010) / 7

- "I Sonnambuli" (2011) / 7